Il Tirreno

Livorno

Spinelli: ora restiamo in A Longo c’è, Milewsky forse

di Giorgio Billeri
Spinelli: ora restiamo in A Longo c’è, Milewsky forse

Il presidente a tutto tondo: voglio due attaccanti e un difensore esperto

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TIRRENIA. Quando gli occhi di Aldo Spinelli diventano fessure e il sorriso da genovese acuto si allarga a dismisura beh, c’è da essere certi che il sole splende e il vento spira alle sue spalle. Sciu Aldo si muove nella giungla della serie A con la sicurezza dell’esploratore rotto a tutte le esperienze. E le frasi a effetto sgorgano come acqua di fonte. «Siamo qui, siamo in A, questo è il nostro centodieci e lode che tutti, società e giocatori, si sono meritati. Sarà un cammino difficile e bellissimo, non mancheranno i momenti-no, per questo chiedo alla città di starci vicino. In serie A voglio stare almeno quattro o cinque anni, della B non ne voglio più sapere».

Spinelli troneggia al centro del tavolo, nella sala conferenze del Coni. Ci sarebbe la presentazione di Leandro Greco, ma la ribalta se la prende tutta lui, il tycoon dei camalli. «Vedete qui accanto a me? Nicola, il nostro allenatore, Perotti. Capozucca e Signorelli stanno lavorando sul mercato. Il Livorno è sano, solido, ha una struttura forte. E pensiamo di rafforzare ancora di più il settore giovanile perchè abbiamo bisogno di tirare fuori un altro Chiellini, un altro Diamanti. Questo è il modo per restare il più possibile in alto».

Mercato. Il presidente si coccola con lo sguardo Greco, si vede che il colpo dell’ex romanista gli ha restituito il gusto della trattativa, dell’affare. «Questo ragazzo - spiega Spinelli - aveva un contratto principesco in Grecia, poteva restarsene tranquillamente laggiù dove ha vinto campionato e Coppa con l’Olimpiakos e diverse squadre italiane ci hanno fatto la guerra per averlo. Lui, pur di venire a Livorno, ha accettato anche di ridursi lo stipendio (alla Roma guadagnava più di un milione) ed ha scelto un ambiente serio e un gruppo sano. Abbiamo una fiducia cieca in lui».

Livorno conosce bene Spinelli e il suo modo di fare mercato. Tante volte i colpi sono arrivati al crepuscolo del mercato, qualche volta è andata bene, altre meno. «Si, è una sessione lunghissima, la più lunga della storia. Come primo tassello abbiamo tenuto tutti i protagonisti della promozione, compreso Paulinho che tutti ci chiedevano. Poi abbiamo inserito dei ragazzi di grande futuro. Ora c’è Greco, ma non ci fermiamo. Capozucca è a Milano per parlare con l’Inter, c’è una corsia preferenziale. Su Longo dovremmo chiudere in tempi rapidi, Botta ci è stato proposto, la questione Duncan è sul tavolo. Mosquera ha un piccolo problema con il transfer ma dovrebbe arrivare venerdì in ritiro, vedrete che sarà un giocatore utile alla causa».

Milewsky. Gli occhi si fanno meno fessure e il sorriso sbiadisce quando si affronta il tema Milewsky. Si vede, si intuisce che Spinelli su questo tavolo è pronto all’azzardo: vuoi mettere la soddisfazione di prendere un giocatore considerato in parabola discendente e rilanciarlo, sarebbe un altro tesoretto nel forziere del volpone genovese. «Abbiamo mandato un fax alla Dinamo Kiev con un’ultimatum. se entro le sette (di ieri sera) non accetteranno le nostre proposte cambieremo strada. Io col presidente ho parlato a Montecarlo».

La difesa? Su Lucarelli non si sbilancia anche se dice: «Cerchiamo un giocatore di 27-28 anni che abbia già esperienza nella massima serie. Ne prenderemo uno, come prenderemo due attaccanti. Murillo? Mi hanno detto che è molto bravo, è un 1995, avete visto che grandi squadre come l’Amburgo fanno giocare anche i 1996...gli faremo il contratto ma per il momento sarà messo nel congelatore per il discorso degli extracomunitari, vediamo».

Finalino - e gli occhi ritornano fessure - sul pasticciaccio che ha portato Spinelli a Folgarida invece che a Folgaria. «Lo avevo detto all’autista: è Folgaria, lui insisteva che era Folgarida...siamo arrivati che pioveva, i miei al telefono mi avevano detto che c’era il sole, qualcosa non tornava...se vado a Cascia stavolta non sbaglierò». Gli occhi due fessure, il sorriso sempre più largo.

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