Il presidio
La scelta di Greco
«Ho voluto Livorno, qui c’è un super gruppo: farò bene»
TIRRENIA. Dal Pireo al Tirreno, solo andata. Leandro Greco è uno che non ha paura, che le scommesse le prende di petto. Ha cercato spazio tra i mostri sacri De Rossi e Perrotta, ha trovato il coraggio di fare armi e bagagli, lasciare il nido e volare nel calcio greco, sponda muscolare e complicata. Ha giocato e segnato in Champions League, ha infilato in bacheca scudetto e coppa ellenica. Ma poi il anto delle sirene italiane è stato irresistibile, e la sirena aveva il volto e la voce di Aldo Spinelli.
Leandro è un ragazzo educato, quasi felpato. Parla a bassa voce, esprime concetti già sentiti ma non per questo banali. Dietro il velo della timidezza si vede che lui, a 27 anni, ha scelto Livorno come trampolino di rilancio della sua carriera.
«Si, è così. Devo dire grazie alla società e grazie al presidente di avermi voluto e cercato con questa insistenza. Sono contentissimo - spiega l’ex giallorosso, che ieri mattina ha sostenuto il primo allenamento con i nuovi compagni - perchè per me Livorno rappresen ta un’occasione davvero importante per la mia carriera.
Greco in pillole: il tuo ruolo e le tue caratteristiche in campo.
«A centrocampo ho ricoperto praticamente tutti i ruoli, nella Roma dovevo farlo per forza, sono uno che si adatta facilmente. La mia zona preferita è il centrosinistra nel centrocampo a tre, ma spesso ho giocato anche da trequartista atipico».
Perchè Livorno, Lenadro?
«Ripeto, a 27 anni ho capito che la cosa più importante è giocare e vivere in un posto dove sei benvoluto. Ho tanta voglia e come il Livorno non mi ha cercato nessuno, quindi ho trovato giusto mettermi a disposizione della società».
Prime sensazioni?
«Ottime. Qualche compagno lo conoscevo già, col mister ho parlato l’altra sera e lavorato per la prima volta oggi. Nicola mi ha spiegato com’è questo gruppo che ha fatto benissimo l’anno scorso, io entro in punta di piedi, con tutta l’umiltà possibile». Detto da uno che viene dalla Champions, chapeau.
Nicola. Il mister non fa mistero della sua soddisfazione per l’ingaggio di Greco. «Premetto: insieme a Perotti e al presidente parliamo spesso di quali caratteristiche devono avere i nuovi acquisti, non solo i parametri tecnici ma anche quelli umani e comportamentali. Greco mi ha colpito subito per la maniera in cui si è posto. Uno che ha giocato 20 partite nella Roma ha già un bel biglietto da visita, uno che ha fatto bene in Grecia dove il calcio è fisico e intensissimo, che ha giocato a bene in Champions credo rappresernti un valore aggiunto per la nostra squadra. Greco è bravo a leggere il gioco, a ribaltare l’azione, a recuperare la palla: proprio le caratteristiche che cercavo. Penso che sia l’uomo giusto per noi». Chiamala incoronazione...
G.B.
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