Tra cielo e mare volando sulla tavola
Da Viareggio a Talamone, tutti gli spot giusti per una disciplina che punta alle Olimpiadi
Alzi la mano chi, in una domenica estiva di Maestrale (termico), non si è mai soffermato ad ammirare il capolavoro artistico-sportivo che offrono le Spiagge Bianche di Vada. L’autore? No, gli autori. Sono tanti, e tutti follemente innamorati di una disciplina in costante ascesa: il kitesurf.
Una disciplina vicinissima lo scorso novembre a farsi largo addirittura sul palcoscenico olimpico di Rio 2016 e che, invece, dovrà attendere almeno il 2020.
Ma va bene così, come suol dire l’attesa aumenta il desiderio. E magari tra 7 anni anche l’Italia avrà in dote un maggior numero di campioni, comunque già presenti in massa sia nel “Freestyle” che nel “Race”, senza dimenticare il “Wave”.
Già, perché il cosiddetto “surfino” sta letteralmente spopolando tra gli amanti dell’aquilone colorato causa un filamento di dna che riconduce a uno dei primissimi amori, quello di domare le onde e il mare con una tavola sotto ai piedi.
I protagonisti. In tal senso la Toscana vanta un arsenale di livello assoluto, forse secondo a nessuno in Italia, di appassionati (in aumento esponenziale il numero dei kiter e frequentatissimo il gruppo “Eccoloooo” su facebook), ma pure di agonisti.
Per quanto riguarda il Freestyle, infatti, è livornese la Campionessa Italiana in carica: si tratta di Francesca Bagnoli del team North Kiteboarding Italia, 19 anni, che lo scorso 16 giugno a Terracina (provincia di Latina) si è aggiudicata il titolo battendo in finale la napoletana Chiara Esposito nell’attesa di decollare verso la tappa di Coppa del Mondo (circuito Pkra) svoltasi a Marsala.
Sempre nello “stile libero”, futuro assicurato per Jacopo Cantini (North Kiteboarding Italia, 18 anni da compiere), da ormai qualche stagione in cima al ranking italiano Juniores e adesso pronto per volare tra i “senior” dei quali fa parte Giacomo Barberi, versiliese, medaglia di bronzo un mese fa sul litorale laziale.
Passando al “Race”, riflettori puntati su Alice Brunacci (originaria di Follonica, team Rrd), pluri decorata in lungo e in largo per lo stivale eppure in numerose rassegne continentali.
Più piccolo, ma in rampa di lancio, Giulio Chiti (da Massa marittima, North Kiteboarding Italia), autore di numerosi piazzamenti in Coppa Italia e con un occhio, dunque, al 2020 che dovrebbe finalmente accogliere il kitesurf tra gli sport olimpici (lo ricordiamo, tutti e 5 gli atleti sopra citati sono stati ospiti d’onore del 30esimo “Trofeo Accademia Navale – Città di Livorno” in aprile).
La storia. Sembrerà strano, ma il “congegno” predominante del kitesurf (aquilone) era utilizzato già centinaia di anni fa in vari settori: ad esempio per scopi bellici, oppure come traino per imbarcazioni in avaria.
Successivamente, sfruttando una serie di ricerche aerospaziali dirette da Francis Rogallo e Domino Jalbert, l’evoluzione della vela colorata si riversò nel deltaplano e parapendio in attesa, nel 1983 in acque australiani, di ammirare i pionieri del kitesurf lasciarsi trainare con sci nautici ai piedi.
Da questo momento in poi studi su studi fino al 1999, anno di rivoluzione e “boom” conciso con l’interesse di aziende di windsurf, parafly, aquilonismo, oltre all’immediato interessamento di media e network, Stream, Eurosport-Yoz, Mediaset, Rai, Tmc, radio e giornali.
Gli spot. Ossia i luoghi dove si pratica il kitesurf perché offre le migliori condizioni ambientali. Che si tratti di acqua dolce o salata poco importa, altro dettaglio fondamentale è il vento. E sul litorale soffia con una discreta regolarità.
Ma andiamo con ordine, da nord a sud, inaugurando la pappa con il Principe di Piemonte e Darsena (Viareggio, funzione con il libeccio).
Stesso discorso a Marina di Vecchiano (foce del Serchio), mentre al Calambrone (Tirrenia) figurano ben “punti” chiave: il Circolo Windsurf di Calambrone (accesso consentito ai soli soci con pagamento annuale di tessera), Oasi del Mare (spiaggia dell'omonimo bagno) e Tarpon's Bay (alla foce dello Scolmatore).
Il Calambrone è uno spot con altissima percentuale di vento e opera con tutte le direzioni del quadrante occidentale. Proseguendo sulla costa ecco spuntare il colpo d’occhi delle Spiagge Bianche, dove lo sport principale è al Circolo Nautico Lillatro (a nord della baia) e lavora con tutti i venti del quadrante occidentale ma in modo particolare con Maestrale (soggetto a rinforzo termico durante la stagione calda), Ponente e Libeccio.
A Donoratico, invece, si esce con Scirocco e in particolare alla Spiaggia dei Cani che si trova un po' più a nord.
A Perelli largo ai venti da sud-est (che altrove sono di terra): la scelta è tra Carbonifera (chiuso durante la stagione balneare), ma il più frequentato è Perelli 1.
Castiglione della Pescaia è infine lo spot "estivo" per eccellenza insieme alla Baia di Talaome (famoso per l’acqua bassa e piatta); il termico arriva a rinforzare il vento da nord-ovest (anche di parecchi nodi) così da rendere ancora migliori le condizioni con Maestrale sui 20 nodi (e più) e acqua piatta. Funziona bene pure con raffiche da sud se abbastanza forti).
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