Micelli, professionista livornese «Vorrei copiare il mito di Bettini»
LIVORNO. A Pontedecimo, nel giro dell’Appennino, ha fatto “Bingo” vincendo la sua prima corsa da professionista, bruciando, in una volata a due, Luca Mazzanti. La settimana prima, nel giro del Medio...
LIVORNO. A Pontedecimo, nel giro dell’Appennino, ha fatto “Bingo” vincendo la sua prima corsa da professionista, bruciando, in una volata a due, Luca Mazzanti. La settimana prima, nel giro del Medio Brenta, aveva fatto quasi altrettanto bene accomodandosi ai piedi del podio (4°). Davide Micelli, 27 anni a novembre, sembra essersi finalmente scrollato quei malanni al ginocchio che qui l’avevano costretto a guardarsi le corse in tv. «Adesso sono in partenza per il Portogallo. La speranza è che il ginocchio non faccia ancora le bizze e di poter, quindi, ottenere qualche altro bel risultato. In estate di solito trovo la condizione migliore». “Pantaniano” per vocazione e “Bettiniano” per passione, Davide guarda avanti con gli occhi spalancati e speranze. «Mi sono appassionato alla bici grazie al Pirata. Come corridore, però, mi piacerebbe assomigliare un po’ Paolo Bettini perché preferisco quelle di un giorno». Livornese doc ha iniziato a correre a nove anni: «Nella categoria G3 nel glorioso Gs Montenero. Qui sono rimasto sei anni, fino alla categoria Esordienti 2° anno. Poi, come Allievo, sono passato al Carli Salviano. Con quella maglia sono arrivato secondo al campionato italiano a Udine. Successivamente come Juniores e dilettante ho corso per il Pedale Larigiano e altre società. L’ultima l’Hopplà. Nel 2012 sono passato professionista nella Utensilnord Named e ora sono alla Ceramica Flaminia Fondriest». (m.o.)
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