Il presidio
Tour, Bakelants sorprende Sagan
Il belga scatta nel finale, anticipa lo slovacco e conquista anche la maglia gialla sull’arrivo di Ajaccio. Quarto Cimolai
La seconda tappa del Tour de France in terra di Corsica porta gloria al 27enne belga Jan Bakelants, corridore della Radioshack che ha ottenuto la sua prima vittoria in carriera con un attacco a meno di due chilometri dal traguardo, e ha strappato la maglia gialla al vincitore nella tappa d’esordio, il tedesco Kittel. Bakelants era nel gruppo di sei corridori che nella seconda parte della tappa da Bastia ad Ajaccio di 156 km, una sorta di saliscendi con quattro gran premi della montagna, ha dettato i ritmi della gara. Sembrava dovessero arrivare tutti insieme al traguardo e poi giocarsela alo sprint. Ma il belga sentiva di avere l’impresa nelle gambe e ci ha provato. È scattato a meno di 2 chilometri dall’arrivo, gli altri si sono buttati all’inseguimento, ma lui ha tenuto duro, riuscendo a vincere, con un solo secondo di distacco sullo slovacco Peter Sagan, velocista e grande deluso di ieri, sul polacco Michal Kwiatkowski, e su tutto il gruppo nel frattempo sopravvenuto alle spalle dei primi. Buon quarto posto per l’italiano Davide Cimolai.
Anche ieri non sono mancate la grande partecipazione di pubblico e qualche eccessiva manifestazione di esuberanza da parte dei tifosi, che con il loro comportamento hanno messo a rischio caduta diversi corridori. L’episodio più grave è avvenuto quando un cagnolino, sfuggito al controllo del padrone, s’è messo a giocare sulla carreggiata proprio mentre arrivava il gruppo a gran velocità. L’animale è stato recuperato proprio all’ultimo momento e i corridori sono sfilati senza incidenti.
Quella di ieri sembrava una tappa adatta per i velocisti, ma il primo caldo e la fatica delle prime salite hanno giocato un brutto scherzo agli sprinter, sorpresi sul traguardo da un outsider non irresistibile e tanto felice quanto incredulo per la sua impresa. Bakelants ha raccontato così gli ultimi chilometri di gara: «Ho cercato di dare il massimo – ha spiegato – Chi mi precedeva ad un certo punto ha rallentato leggermente. Così mi sono detto: “Non importa quel che succede, vado e do il massimo”. Sono scattato ed è andata. Non è importante quanto piccolo è stato il divario fra me e gli altri, forse era solo un capello. Ma ho vinto ed è una bella vittoria. Nella mia squadra non ci sono grandissimi velocisti e questo è un risultato incredibile. Una vittoria straordinaria».
Moreno Moser, al lavoro per Peter Sagan in queste prime tappe del Tour, ha commentato ai microfoni di Raisport l’esordio di Grande Boucle: «Sicuramente è una corsa molto più difficile delle altre. Si vede subito», ha detto dopo la conclusione della Bastia-Ajaccio. Sul finale di corsa, Moser ha poi aggiunto: «Dispiace per Peter, oggi non siamo riusciti a chiudere. Ci ha provato De Marchi. È un secondo posto sicuramente brucia. Dovevamo provare a dare una mano al nostro corridore principe, ma le energie non erano tantissime. È un peccato».
Subito sotto il podio, un italiano: Davide Cimolai, classificatosi quarto. «Sono arrabbiato con me stesso perché l’occasione non è stata sfruttata – ha detto il corridore della Lampre-Merida ai microfoni di Raisport – Sono comunque soddisfatto della mia condizione e cercherò di fare il meglio possibilie nelle prossime tappe».
Oggi è in programmala terza e ultima tappa del Tour in Corsica. Forse anche la più difficile delle tre. Il tracciato di 145,5 chilometri si snoda tra Ajaccio e Calvi. Alla fine della gara trasferimento in nave a Nizza.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
