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Livorno

David Wood, nostalgia della Livorno del basket

David Wood, nostalgia della Livorno del basket

Uno degli americani indimenticati della Libertas nell’anno del quasi scudetto. 24 anni dopo la beffa subita dall’Enichem con la Philips è tornato con la famiglia e ha incontrato gli amici di sempre

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LIVORNO. A Livorno arrivò con la pelle bianca, dopo lo scatto d'ira di Joe Binion che, di rabbia, dette una manata al vetro di uno spogliatoio di Reggio Emilia procurandosi gravi tagli a un braccio. Serviva un americano per finire la stagione accanto a Wendell Alexis. E la Libertas targata Enichem prese David Wood, questo boscaiolo umile, un guerriero che leggeva sempre la Bibbia prima di andare sul parquet.

Dopo una regular season sempre in testa, l'Enichem volò anche nei playoff, arrivando fino a gara-5 della finale scudetto con Milano, segnata da quel canestro a fil di sirena di Forti che l’arbitro Zeppilli reputò fuori tempo massimo decretando lo scudetto agli eredi delle scarpette rosse fra i rimpianti e mille polemiche.

Ora a 48 anni ha finito la carriera, vive a Reno (Nevada), con la moglie Angela e quattro figli maschi ma non ha dimenticato Livorno e soprattutto la cucina di mare della Vecchia Livorno, il ristorante degli Scali delle Cantine covo di giocatori e tifosi Libertas. Wood l’ha scritto su Facebook, annunciando che domenica alle 12 sarebbe stato a Livorno a pranzo e per incontrare i vecchi amici. Detto, fatto: ieri, puntuale, Wood era a sedere al suo tavolo preferito con la famiglia. Buon pesce, chiacchiere di basket e tanto amarcord. Bentornato, David.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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