Italia
Forcoli, che salvezza col batticuore
Dopo aver visto la retrocessione, Tamberi firma in extremis il pareggio decisivo
FORCOLI. Dopo aver visto la retrocessione in faccia, gli amaranto pareggiano a 5’ dalla fine il gol in apertura del Castenaso e conquistano la permanenza in serie D per il nono anno consecutivo. Un risultato atteso, ma per niente scontato visto il ritorno, iniziato in salita, proseguito in apnea e finito con una gioia contagiosa. Proprio mister Daniele Micheletti è l’emblema di questa salvezza al termine di un’annata assolutamente tribolata e con mille difficoltà. L’allenatore è stato il terzo a sedersi in panchina e solo per queste ultime due gare, quelle dei playout, dopo le dimissioni di Stefano Brondi alla fine della regular season e l’inizio problematico di Matteo Rossi. Un’annata che fino al 41’ della gara di ieri sembrava risolversi con una disfatta. La strada del Forcoli in questo ritorno dei playout, dopo l’1-1 dell’andata e con la possibilità di mantenere la categoria con due pari negli spareggi (in virtù di una migliore posizione di classifica) era cominciata decisamente in salita. Al 12’ De Brasi si era trovato solo tra i due centrali locali (Tamberi e Cannarsa) su un cross e il suo colpo di testa aveva scosso l’incontro, obbligando gli amaranto a segnare almeno un gol.
Un colpo che aveva piegato le gambe ai padroni di casa e tolto loro ossigeno dal cervello. Risultato: zero gioco, tanti calci d’angolo, nessuna occasione da rete. Solo un tiro al 12’ della ripresa di Hemmy, deviato da Baldani. Tanti timori di non farcela e il tempo che passava inesorabile. Paura a mille per squadra, dirigenti e tifosi: il baratro si stava avvicinando, ma a pochi minuti dalla fine ecco il cross di Petri e “la torre” di Mordagà (entrambi subentrati a partita in corso) e il tap-in di Tamberi per il più facile dei gol salvezza. Ma non era ancora finita, visti i sei minuti di recupero, più uno aggiuntivo concessi dall’arbitro. Un’eternità da vivere ancora senza fiato, in cui Mordagà si è fatto espellere per un fallo su un avversario, successivamente imitato da Graziosi per una motivazione simile. E poi il contropiede con un’azione confusa in area emiliana, in cui prima Cavallini ha prima impegnato il portiere ospite, ricevendo un colpo al volto dopo la respinta tiro di Cavallini respinto e poi Scannadinari ha colpito il palo sugli sviluppi con una gran semi-rovesciata.
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