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«Mio figlio, lasciato fuori dal Sassuolo»

«Mio figlio, lasciato fuori dal Sassuolo»

Il genitore di un ragazzo disabile accusa la società: non lo hanno fatto entrare

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LIVORNO. La partita di Modena contro il Sassuolo lascia altre scorie. Stavolta nel mirino finisce la società neroverde. A raccontare quanto successo è Roberto Giudici, padre di Giovanni, ragazzo diversamente abile.

Tutto parte da mercoledì 15 quando la famiglia Giudici invia la richiesta completa per accedere allo stadio. «Non avendo ricevuto nessuna conferma d'accredito da parte del Sassuolo - spiega Roberto Giudici - alla fine non siamo potuti partire. Il venerdì 17 mia moglie Laura Bartolini ha parlato con la segreteria del Sassuolo per sollecitare l'accredito, visto che dovevamo organizzare il viaggio, evidenziando che saremmo stati disposti anche a pagare i biglietti in qualsiasi posto dello stadio. Ci è stato risposto che non era possibile in quanto il ragazzo non ha la Tessera del Tifoso. La risposta non è accettabile perché i ragazzi disabili possono entrare allo stadio anche quando le partite si svolgono a porte chiuse».

Giudici spiega: «Per mio figlio il calcio è una passione e un motivo di gioia, di aggregazione, di attesa e divertimento. L'intera vicenda lascia un profondo senso di amarezza. Una partita di calcio dal vivo per mio figlio e i ragazzi come lui che non possono fare vita sociale riempie la loro giornata spesso vuota ed emarginata».

La famiglia ha deciso di inviare una lettera anche ai dirigenti di Figc e Lega. «Avere a cuore certe problematiche è importante per crescere ed avere la sensibilità verso certi problemi dovrebbe rientrare anche nelle caratteristiche di una società di calcio. A volte mi chiedo se questo sia avvenuto solo perché siamo di Livorno...».

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