Il presidio
De Giulli, un bomber che rilancia il Cecina e si diverte in teatro
8 gol in 9 partite: così è diventato un beniamino rossoblù e ora spera nella riconferma. L’amicizia col regista Giannini
LIVORNO. Tra i tanti livornesi che girovagano lontano da casa sui campi di calcio, c'è anche chi, a una manciata di chilometri dalla nostra città, sta aiutando il Cecina a tornare grande.
Se i rossoblù, ripartiti due stagioni fa dalla Terza Categoria dopo un disastro economico e societario, possono in questi giorni festeggiare la seconda promozione consecutiva è anche grazie ai gol di Jonathan De Giulli, arrivato a Cecina a stagione in corso ma subito promosso ad attaccante titolare: «Il mister ebbe coraggio - racconta Jonathan - e mi gettò nella mischia alla prima occasione. Giocavamo contro il Salivoli e vincemmo 2 a 1 nel recupero: io riuscii a segnare entrambe le reti decisive per conquistare i tre punti».
La storia di De Giulli nel Cecina comincia così e si snoda poi tra apparizioni esplosive e sfortunati stop, dovuti a uno strappo che lo manda ai box per ben due volte. Alla fine le presenze non sono troppe ma la media è impressionante: 8 gol in sole 9 partite. De Giulli è diventato così uno dei beniamini dello Sporting Cecina, l'uomo da cui ci si attende il gol risolutivo, come quello che nell'ultima giornata ha avviato la rimonta vincente sul Rio Marina e il trionfo, sancito anche dal contributo di un altro puntero livornese suo compagno di squadra, il “grande vecchio” Dino Lorenzini, cui Jonathan riserva una dedica particolare: «E' stato il mio compagno di viaggio, sempre pronto con una parola di conforto e con consigli utili sia in campo che fuori».
Una stagione sofferta e gloriosa, che oggi De Giulli vorrebbe festeggiare con una riconferma, nella speranza di potersi accasare per un po' dopo tanto peregrinare calcistico. Perchè a soli 26 anni De Giulli è già stato in giro per mezza Italia, come un centravanti nomade, sempre in movimento, abituato a non fermarsi mai più di una stagione.
«Ho iniziato nel Portuale ma più tardi di molti altri, visto che avevo già dodici anni», dice lui, ma di sicuro poi non si è risparmiato e ha intrapreso un viaggio che lo ha portato, a cavallo tra Eccellenza e Promozione, a mettere in fila campionati giocati con squadre della Liguria, del Lazio, delle Marche e di mezza Toscana come il Ponte a Cappiano, il Rosignano, il Montopoli e il Suvereto.
Senza dimenticarsi mai della sua città, tanto da essere inserito nella rosa del nascente Livorno Beach Soccer. E senza dimenticarsi neppure delle sue passioni sociali, che, grazie anche alla sua storica amicizia con l'insegnante e regista Lamberto Giannini, da tempo lo vedono impegnato nella compagnia teatrale Mayor Von Frinzius, che lega arte e disabilità in un progetto partecipato da decine di ragazzi.
E se in campo è abituato a stare davanti a tutti, in cima al cuneo rivolto verso la porta avversaria, in teatro Jonathan De Giulli è altrettanto capace di fare da gregario: «Preferisco dare una mano dietro le quinte piuttosto che salire sul palco». Ma anche in questo caso si tratta di una partita vinta.
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