Meno tre e il Livorno non molla niente
Dionisi-Paulinho, il Vicenza abbattuto con grande autorità. Almeno il terzo posto è matematico, oggi tocca all’Empoli
LIVORNO. Né inciuci né grandi coalizioni. Avanti contro tutto e tutti. Altra vittoria, altra dimostrazione di forza, altra giornata che se ne va con gli altri che restano dietro. Faceva paura questo Vicenza reduce da 2 vittorie e tornato in corsa per la salvezza, invece è stato annientato da un Livorno al quale il 2-0 sta addirittura stretto. Dionisi subito in avvio su rigore, Paulinho a metà ripresa, e tutti a casa, facendo passare inosservato anche il penalty sbagliato da Paulinho sul finire della prima frazione.
Aspettando l'Empoli. Parliamo prima della classifica. Tre giornate alla fine, manteniamo un punto di vantaggio sul Verona (fondamentale anche perché all'ultima non può regalare niente all'Empoli), abbiamo fatto fuori il Novara franato a meno 16 e siamo sicuri matematicamente di aver conquistato almeno il terzo posto.
Resta da capire la distanza dall'Empoli, che gioca oggi alle 12 in casa contro un Cesena alla ricerca di punti-salvezza. Non aspettatevi una passeggiata perché la squadra di Bisoli sta giocando bene. Se va male e l'Empoli vince, manteniamo comunque 10 punti di vantaggio. E non ci va affatto male il pareggio conquistato dalla Ternana nel finale contro la Juve Stabia: sabato andiamo a Terni, non sono ancora salvi ma quasi. Diciamo che il Livorno troverà una squadra che si giocherà la sua partita, né col coltello tra i denti e né regalando.
Dionisi-Paulinho. Travolto dunque anche il Vicenza, è la vittoria numero 22 in stagione, con 73 gol fatti il che significa quasi 2 reti a partite (38 le partite giocate), Fiorillo ancora imbattuto come successo a Grosseto, e Nicola che nel finale si è concesso addirittura il lusso di far debuttare il giovane Tommaso Biasci, classe 1994.
Il timbro alla vittoria l'hanno messo i due attaccanti più forti del campionato di serie B. Lo dicono anche i numeri 20 gol Paulinho, 12 Dionisi, anche se la Lega Calcio si ostina a darne 19 a "Paolo" per un presunto tocco di Gentsoglou sulla rete col Sassuolo. È un piacere vederli mentre duettano. Ma di contorno abbiamo visto un Livorno molto pratico, capace di gestire i ritmi, voglioso di affondare quando si aprivano varchi, bravo a far girare palla quando bisognava spegnere il fuoco del Vicenza.
Attenti, pronti, gol. La partita, meglio di così, non poteva sbocciare.
Anche perché quel 4-3-3 del Vicenza profumava molto di 4-5-1 bello abbottonato, con Malonga unico giocatore non dietro alla palla. Gol tutt'altro che casuale, nato da uno schema su punizione che ha liberato Paulinho sul lato destro dell'area, col brasiliano abbattuto da Gentili prima di calciare. Passato in vantaggio col centro numero 7 di Dionisi dal dischetto, il Livorno ha cercato di tenere bassi i ritmi, con un insuperabile Duncan in mezzo al campo.
Vicenza arruffone, amaranto che in contropiede trovavano spesso delle praterie. Se proprio un difetto va trovato, è non aver concretizzato la raffica di occasioni per andare all'intervallo almeno sul 2-0. La più nitida, quella sul secondo penalty concesso al Livorno per fallo di mano di Ciaramitaro: dal dischetto si è presentato Paulinho e non Dionisi, palla nell' angolo ma tocco di Bremec e sfera che si stampa sul palo.
Raddoppio e festa. Dopo tutto quel ben di Dio dilapidato, qualcuno in tribuna ha avuto paura. Stai a vedere che ora loro al primo tiro… E invece il Livorno nel secondo tempo è stato ancora più padrone del campo, con Fiorillo che ha preso solo acqua e un paio di cross. Il Vicenza giocava benino fino alla trequarti, ma gli attaccanti (Malonga, poi Bojinov e Tiribocchi) sono apparsi uno più bollito dell'altro. Il raddoppio l'ha firmato Paulinho dopo un'azione insistita, destro preciso nell'angolino, poi la squadra ha gestito il 2-0 con sicurezza, nonostante l'uscita del migliore in campo ovvero Duncan.
Non vincevamo in casa col Vicenza dal 2 dicembre del 1951. È impressionante come questa squadra riesce a far sembrare semplice ciò che la storia ci ha reso difficile.
