Il presidio
Primavera, il derby per finire in bellezza
LIVORNO. Ultimo atto di campionato per la Primavera del Livorno. L’ultima giornata riporta la squadra di Venturi sul campo di Stagno, dove oggi (ore 15) arriverà il Grosseto per giocarsi il derby...
LIVORNO. Ultimo atto di campionato per la Primavera del Livorno. L’ultima giornata riporta la squadra di Venturi sul campo di Stagno, dove oggi (ore 15) arriverà il Grosseto per giocarsi il derby che chiude il torneo. Gli amaranto puntano in primo luogo a cancellare il ricordo della brutta sconfitta di sabato scorso sul campo della Juve, e a chiudere così nel migliore dei modi un girone di ritorno che, togliendo quel paio di brutte batoste incassate dalle prime della classe, presenta però un bilancio positivo.
«Vogliamo chiudere al meglio - spiega Tommaso Biasci, capocannoniere amaranto - ma soprattutto c’è voglia di rifarsi dopo la brutta figura sul campo della Juventus». Se il Grosseto è ultimo in classifica, l'esperienza ha ormai insegnato però a non sottovalutare mai gli avversari: «Giocheremo come se il Grosseto fosse primo - continua Biasci - per evitare che vada a finire come all’andata: anche allora era ultimo, ma ci ha battuto». Quel giorno finì 3-2, al termine di una delle prestazioni più abuliche degli amaranto, facente seguito a una prova contro la stessa Juve che invece fu gagliarda.
La risalita del Livorno partì proprio dopo la sconfitta di Grosseto e la pausa natalizia, e vide tra i protagonisti proprio Biasci, che cominciò a segnare in abbondanza e che oggi quando si guarda alle spalle dice con modestia: «Sono contento di quello che ho fatto in questo campionato, ma il merito è di tutta la squadra». Oggi comunque c’è da chiudere un capitolo, in attesa di giocare qualche torneo di fine anno e di fare il punto su un progetto di squadra che la società ha pensato in termini biennali sin dall’inizio. Simone Venturi avrà di nuovo l’imbarazzo della scelta: non ci sono assenze, tutti a disposizione, tanto che probabilmente il mister arriverà a portarne ben nove in panchina. Serve un bel successo, magari anche per agganciarsi in extremis a quel paio di squadre che hanno in classifica due o tre.
Alessio Traversi
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