Don Bosco, la beffa arriva alla fine
Con un Benvenuti scatenato Livorno tiene doma Ravenna ma poi cede
LIVORNO. Luce spenta sul più bello per il Don Bosco al cospetto di una squadra che, a meno di colpi di scena, dovrà solo amministrare le forze per salire in Dna.
Basta questo per evidenziare la buonissima prestazione offerta da Niccolai e compagni, sconfitti dall’Acmar Ravenna al termine 40’ equilibrati e decisi sono all’ultimo giro di lancetta.
Andrea Da Prato sceglie un quintetto giovane (Benvenuti e Mazzantini da 3) e da corsa (Iardella e Cunico sul perimetro), con Modica uomo jolly capace di far paura sia dalla media che spalle a canestro. Ma la scelta inizialmente non premia né Livorno né Ravenna, bensì un vero e proprio festival dell’errore.
In casa Acmar, tuttavia, regna un talento fuori dal comune, e l’asse Rivali-Amoni approfitta per scavare il primo mini allungo al 10’, nonostante un finale in crescendo targato Marchetti, Modica e Passaglia (12-15).
Benvenuti inaugura la seconda frazione dalla lunetta, unico lume di un cimitero statistico durato per 6 minuti e interrotto dai gol dalla linea della carità, ancora di Modica (16-15), e da qualche sporadico contropiede di marca romagnola (20-21 all’intervallo lungo).
Nuovo sorpasso Don Bosco a inizio ripresa grazie a due jump consecutivi dentro l’area pitturata, preludio a un botta e risposta tra due team vivi e vogliosi di archiviare la regular season nel migliore dei modi (Ravenna già sicura del primo posto nel girone). Dunque ecco che alla distanza affiora pure la verve offensiva dei bomber, Iardella compreso, per un rush finale all’insegna dell’emozione (45-44 al 30’). Mariani segna da casa sua, Rivali risponde con penetrazioni efficaci e assist per i compagni, mentre il cronometro scorre inesorabile; ma è Benvenuti (senza dubbio il migliore tra i livornesi con 17 punti) a respingere le numerose offensive di un Acmar che però non è mai doma, continua ad essere sempre pericolosa e alla fine diventa spietata nel chiudere la pratica per mezzo di una precisione chirurgica ai liberi. Che lascia tanto amaro in bocca ai livornesi che si prendono gli applausi ma non i due punti.
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