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Ulissi lascia ancora il segno È sua la Coppi e Bartali

Ulissi lascia ancora il segno È sua la Coppi e Bartali

Un successo ipotecato nella seconda tappa quando ha fatto il vuoto in salita Una condizione in crescendo. Il prossimo appuntamento è con i Paesi Baschi

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L’ultima frazione della Coppi e Bartali va al ragusano Damiano Caruso ma il vero trionfatore di questa corsa a tappe è Diego Ulissi, il 23enne corridore di Donorarico che porta a casa il primo posto della classifica generale. Ulissi, che anche ieri nella tappa conclusiva ha controllato alla grande, alla fine era felicissimo. Accanto a lui a festeggiare c’erano la figlia Lia e la moglie Arianna: «Non dovevo esserci a questa Coppi e Bartali - ha detto Ulissi - poi alla fine abbiamo deciso che era un peccato non conservare e possibilmente migliorare l’ottima condizione che già avevo alla Parigi-Nizza. La mossa vincente è arrivata nella seconda tappa quando ho fatto il vuoto in salita e mi sono preso la maglia. Non era facile riuscirci anche perché in corsa c’erano corridori di qualità che in salita vanno forte. Penso a Basso, Sella, Pellizotti il mio compagno di squadra Cunego. Invece ci ho creduto ed è andata bene. È il nono successo da professionista in tre anni e mezzo. Sono molto contento di questo e ora guardo avanti».

I prossimi appuntamenti sarano i Paesi Baschi, poi l’Amstel, quindi la Freccia Vallone e la Liegi. «Intanto per una settimana stacco - spiega Ulissi -. Per modo di dire. Nel senso che mi godrò un po’ la famiglia continuando però ad allenarmi. Poi lunedì 1 aprile sarò in gara in Spagna, ai Paesi Baschi. Vedremo quello che salterà fuori».

Quello conquistato ieri è il secondo trionfo in una breve corse a tappe dopo il Giro di Slovenia: «Sto bene - aggiunge Ulissi - e anche il morale sta crescendo. Al 90 per cento prenderò parte anche al Giro d’Italia. La mia posizione in squadra con Cunego? Non ci sono problemi. Lui è uno dei capitani, una punta. Ogni tanto vanno in gol anche le mezze punte...».

L’ultima tappa, da Monticelli Terme (Parma) a Fiorano Modenese, è stata accorciata di una ventina di chilometri (due i passaggi sul circuito finale anzichè quattro) a causa del maltempo, che ha imperversato con pioggia e freddo per tutto il corso della giornata. Nonostante questo, la frazione è stata animata da una fuga di dieci uomini partita proprio dopo una decina di chilometri, nel circuito iniziale sviluppatosi nel Parmense. Il gruppo ha lasciato spazio e i fuggitivi ne hanno approfittato. Caruso si è imposto con 13” di vantaggio su Alessandro Mazzi e 1’28” sull’ucraino Boris Shpilevsky. Dal momento che ai fini della classifica generale il tempo di gara è stato neutralizzato dopo l’ingresso dei corridori nel circuito conclusivo, il gruppo ha rinunciato a qualsiasi tipo di schermaglia, così la classifica generale non ha mutato fisionomia. La maglia bianca della classifica a punti è andata sulle spalle di Damiano Cunego, la maglia arancione Felsineo di miglior giovane a Francesco Manuel Bongiorni.

Ordine d’arrivo: 1) Damiano Caruso (Cannondale) 120 km in 3h 0’ 13” media 41,75 km/h; 2) Alessandro Mazzi (Utensilnord)a 13”: 3) Boris Shpilevsky (Lokosphinx) a 1’28”; 4) Shilov (Lokosphinx) a 1’33”; 5) Ponzi (Astana) a 1’37”.

Classifica generale finale: 1) Diego Ulissi (Lampre) in 14h15’12” media 39,050; 2) Damiano Cunego (Lampre) a 1’35”; 3) Miguel Rubiano Chavez (Androni) a 1’48”; 4) Basso a 1’59”; 5) Zoidl a 2’09”; 11) Pellizoti a 3’36”; 16) Sella a 5’22”.

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