Il Tirreno

Livorno

Il Borgo gioca, il Pontedera ringrazia

Il Borgo gioca, il Pontedera ringrazia

Gli uomini di Masi conducono le danze ma graziano i granata sbagliando anche un rigore. Insulti razzisti a Dimas

2 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. Per il Borgo è la maledizione dello 0-0. Ma per il Pontedera questo 0-0 vale oro. La distanza dalla Salernitana per i granata resta a tre lunghezze ma sale a otto il vantaggio sull’Aquila. Come dire: la promozione s’avvicina ancora. Per i borghiani invece è il terzo punto in tre gare consecutive dove le difese esultano e gli attacchi escono malinconici e il quinto pareggio di fila. E in casa borghigiana iniziano a interrogarsi se sia proficuo o meno, sulla strada della salvezza, continuare a non perdere, oppure se sarebbe meglio perdere qualcosa ma, dall’altra parte, pure tornare a vincere. Gli azzurri hanno 34 punti, gli stessi di Foligno, Gavorrano e Lamezia che, tutti insieme, occupano una casella playout. L’altra è nelle mani del tandem Campobasso-Arzanese (con 33).

La cronaca avrebbe anche qualcosa da raccontare, su tutto un rigore sbagliato dal Borgo con Dimas. Ma l’episodio principale vede protagonista proprio Dimas ma non avviene sul campo: al momento della sostituzione, poco dopo il 60’, un tifoso ospite lo apostrofa con una frase razzista: “Nero di m…”. Il brasiliano alza gli occhi, sorride e poi applaude. Il resto del pubblico lo segue isolando quel signore. Indiani, mister del Pontedera, si scusa più volte, lo stesso fanno i suoi giocatori. Al triplice fischio, il tifoso vorrebbe scusarsi ma gli negano l’ingresso negli spogliatoi.

La cronaca è colma nella prima frazione, avara nella seconda. Mister Masi schiera (quasi) tre punte e nei primi venti minuti sono già due le ghiotte occasioni. Prima Caciagli ben servito da Fioretti spara un destro da tergo, il bravo Leoni respinge su un lato; dopo Fioretti, su assist al bacio di Dimas, si trova solo in area, il suo piazzato è troppo piazzato e finisce centrale, tra le braccia del portiere. Allora Grassi si ricorda di essere un bomber e dal limite fa partire un sinistro insidioso, Tonti smanaccia. Alla mezzora Dimas dal dischetto sbaglia e sulla ribattuta spara in curva. Il campo si fa sempre più pesante e i giocatori perdono forza e velocità. Il Borgo è un vorrei ma non posso, il Pontedera è proprio un non posso. Ai padroni di casa vengono meno idee e guizzi, solo Caciagli e Nolè danno segni di vitalità. Anche Santini, che fin lì non aveva demeritato, si perde alla distanza e poi abdica quando al 56’, solo davanti a Leoni, picchia male e a lato. Sussulto finale sprecato. I pontederesi invece badano a far girare la palla, neppure pensano di alzare il baricentro. Si accontentano e fanno bene, vista la sconfitta dell’Aquila e il pari della Salernitana, due risultati che non pregiudicano il secondo posto occupato in solitaria.

Luca Signorini

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera