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«Scusate, è tutta colpa mia»
Contro la Reggina non basta una grande partita, tre errori di Fiorillo frenano il Livorno
LIVORNO. Viene il magone a scrivere (e probabilmente anche a leggere) di questa partita. Un pareggio peggio di un pugno nello stomaco. Perché a 20’ dalla fine il Livorno vinceva 3-1, la Reggina era in stato comatoso, c’erano autostrade per segnare anche la quarta rete, e invece è finita 3-3.
Gli errori di Fiorillo. È difficile commentare questa partita, quasi impossibile imbastire un discorso tecnico o tattico. Chi ha visto i gol subiti dal Livorno capisce la ragione. Gli errori di Fiorillo purtroppo sono stati clamorosi, in occasione di tutte le tre reti della Reggina. Incredibile soprattutto quello del 3-3.
Sia chiaro. Non vogliamo gettare la croce addosso a nessuno, questo è un gruppo che ha fatto miracoli, e Fiorillo è stato uno dei grandi protagonisti del momento d’oro. Ma ieri ha sbagliato. E con grande onestà lo ha ammesso a fine partita. «Mi scuso, è colpa mia. Mi dispiace per i compagni e per i tifosi. Purtroppo sono serate che capitano, anche se un portiere non dovrebbe mai commettere errori del genere. Da parte mia posso solo scusarmi e garantire a tutti che da lunedì tornerò al campo con ancora più voglia di aiutare il Livorno e i miei compagni».
Parole che rendono onore a questo ragazzo. Che tra l’altro non doveva neanche giocare: Nicola aveva deciso di puntare su Mazzoni, ma quest’ultimo è finito ko proprio nell’allenamento di rifinitura. Un micidiale disegno del destino, che negli ultimi tempi si è accanito non poco contro il Livorno.
I cerotti. Già, perché il Livorno si è trovato a giocarsi questo delicatissimo match con tanti di quelli assenti che avrebbero messo in ginocchio anche una corazzata. Oltre a Siligardi e Belingheri avevano dato forfait anche Luci, Bigazzi, Mazzoni e in extremis pure Gentsoglou, a letto con 39 di febbre. Nicola ha fatto di necessità virtù, scegliendo un 3-5-2 puro, ripescando a centrocampo Molinelli. Eppure il Livorno ha giocato una grande partita, da applausi a scena aperta.
Rimonta e rimonta. Il gol di Rizzato al 32’ del primo tempo aveva dato una scossa clamorosa al Livorno, capace prima di pareggiare con Dionisi su rigore (netto fallo su Schiattarella) e poi di firmare il sorpasso con Paulinho di testa su splendido cross di Salviato.
Quando al 17’ della ripresa Dionisi ha segnato il 3-1, sembrava tutto finito. In curva cori contro il Verona, in panchina Nicola toglieva giustamente Dionisi (in diffida) per far posto a Dell’Agnello, in campo una sola squadra che sembrava destinata alla goleada.
Poi un tiraccio da 25 metri di Gerardi al 28’, sul quale Fiorillo è andato lento e molle, ed ecco il gol del 3-2. Anche in quel momento il Livorno era comunque padrone, ma la beffa era dietro l’angolo. Al 35’ un altro tiro dello 0-0 di Barillà da 20 metri, la palla che si avvia lenta verso la porta, Fiorillo che si incarta, non la trattiene e la sfera che entra. 3-3 e cala la notte.
Applausi e Verona. La scena più bella di questa maledetta serata resta l’applauso di chi è rimasto dentro lo stadio fino all’uscita dei giocatori dopo il classico “cerchio” in mezzo al campo. I cori “forza ragazzi” e “noi vogliamo 11 leoni” sono la spinta dalla quale ripartire.
Venerdì si va a Verona, e i gialloblù adesso hanno il servizio per il sorpasso. Il Livorno se la giocherà senza Schiattarella (che rabbia...) e Lambrughi che erano in diffida e sono stati ammoniti. Rientreranno invece Belingheri, Luci e Gentsoglou. Bisogna digerire in fretta questo pari e ripartire. Con due punti in meno e tanta rabbia in più, senza colpevoli ma con un gruppo tosto. A testa alta, senza passi indietro.
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