Una brutta Fiorentina per un bel risultato
I viola superano il Chievo pur giocando una delle più brutte gare della stagione Decisiva una carambola che finisce in faccia al neoentrato Larrondo
FIRENZE. Cabra, picchia, cabra, picchia. Cabra. L’aeroplanino di Montella manda sulle montagne russe i tifosi viola, ma con il Chievo, al termine di una partita bruttina, il velivolo viola evita l’impatto con il suolo e riprende quota, rimanendo agganciato al lotto di chi lotterà per l’Europa League, in un trenino di acciaccati che comprende Lazio e Inter e che sopravanza Catania e Roma.
In una delle domeniche più brutte, dal punto di vista del gioco, la Fiorentina sorride. Sorride perché una volta tanto un arbitro distratto la favorisce ignorando una posizione di fuorigioco sul gol decisivo; sorride perché era l’ora di vincere giocando maluccio invece di perdere regalando spettacolo; sorride perché nessuno avrebbe potuto scommettere un centesimo contro un milione che la sostituzione di Jovetic contro Larrondo avrebbe potuto portare qualcosa di buono.
Priva di Cuadrado, la Fiorentina si è schierata all’inizio confermando un 4-3-3 che ha dato esiti assai modesti, per poi passare nella fase cruciale del match al vecchio 3-5-2 e ripiegare nel finale su una formazione bloccata su di un’unica punta, Larrondo.
Match winner che più a sorpresa non si può è stato proprio il giovane argentino, che potremmo definire lo speculare opposto dell’albatros di Baudelaire, bello da vedersi da fermo, brutto da guardare quando si muove. La punta chiamata a sostituire Jovetic c’ha messo la faccia, nel senso letterale del termine, spintonando in rete una palla spizzata da Luca Toni. Pochi minuti prima, a confermare che se il calcio non è una scienza esatta poco ci manca, l’argentino aveva sbagliato un gol clamoroso a porta vuota mandando fuori un comodo tap-in servitogli dal palo su cui era incocciato il pallone colpito di testa da Luca Toni.
Dopo la brutta sconfitta di Bologna, insomma, i viola sorbiscono un brodino caldo rigenerante in vista del confronto decisivo in chiave Europa League con una malconcia Lazio che proverà a sfruttare il mal di trasferta della formazione di Montella. Ancora una volta, e non è una novità, sul banco degli accusati gli uomini della retroguardia ad eccezione di Pasqual. Bocciata la coppia dei gemelli balcanici del gol che aveva tagliato a fette l’Inter (Ljajic sostituito dopo 45 minuti, Jovetic dopo 63), ad aver fatto cilecca contro i clivensi è stato pure il centrocampo. Il fraseggio forsennato dei ragazzi di Montella funziona se la forma li sorregge e riescono a far girare vorticosamente il pallone senza sbagliare e senza paura di sbagliare, ma diventa una melina prevedibile se il giropalla rallenta e accusa delle falle. La Fiorentina vista al Dall’Ara e al Franchi sembra aver toccato il fondo della parabola tecnico-atletica di questo campionato: d’ora in poi dovrebbe migliorare consentendo all’aeroplanino viola di decollare verso l’Europa (League).
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