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Maschera d’oro per Paoletti «Premio che vale una vita intera»

di Mario Orsini

Maschera d’Onore d’Oro a Paolo Paoletti. La massima onorificenza assegnata, dalla Federazione Italiana Scherma, a un maestro. “Per aver contribuito, in misura fondamentale, ai successi, in questo...

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Maschera d’Onore d’Oro a Paolo Paoletti. La massima onorificenza assegnata, dalla Federazione Italiana Scherma, a un maestro. “Per aver contribuito, in misura fondamentale, ai successi, in questo quadriennio, dei nostri fiorettisti, con particolare riguardo alla medaglia olimpica conseguita dal tuo allievo Andrea Baldini nella gara a squadre”, la motivazione ufficiale.

La consegna formale a Roma, nel salone d’Onore del Coni, domenica scorsa. «È il massimo riconoscimento assegnato a un maestro dalla Fis. Inutile sottolineare che ne sono felicissimo e onorato», le prime parole di Paolo Paoletti.

È una sorpresa o te lo aspettavi?

«In tutta sincerità non me l’aspettavo. Era qualche anno che la Maschera d’Oro non veniva assegnata. Sono contento, come potrei non esserlo. Sono venti anni che faccio il maestro di scherma. Iniziai nel lontano 1993 a Cecina...».

È il primo premio importante che ti è stato assegnato?

«In passato sono stato premiato dai Veterani dello Sport e dagli Azzurri d’Italia come miglior tecnico. Le motivazioni furono il doppio successo, individuale e squadre, di Andrea Baldini nel mondiale di Antalya e nell’europeo di Plovdiv. La vittoria nel mondiale Cadetti, di Belfast, di Lorenzo Nista e i tanti altri ottimi risultati sulle pedane di tutto il mondo di miei allievi. In primis Olga Rachele Calissi».

Il premio è uno stimolo per continuare oppure un grande appagamento per invogliarti a dire basta?

«Lo stimolo per continuare non manca davvero. L’entusiasmo del nuovo presidente del circolo Fides, Mario Miccoli, mi ha contagiato. Sto pensando di formare nuovi tecnici, come ho già fatto, in maniera ottimale, con mio figlio Lorenzo. Naturalmente in sintonia con la società».

E in un futuro ,un più lontano, cosa ti piacerebbe fare?

«Riprendere la mia vecchia attività di pittore, dedicarmi all’hobby della pesca. Ma soprattutto fare il super nonno».

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