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Nuova Leon, la scommessa della Seat
Terza generazione della berlina su base Golf. In arrivo anche la versione station wagon
Come un personaggio in cerca d’autore, la Seat continua a cercare un suo posizionamento. Sia nell’ampio e variegato universo del gruppo Volkswagen, di cui fa parte, sia più prosaicamente in un mercato che a livello europeo (dove la casa spagnola vende l’85 per cento delle sue auto) non è certo in salute.
E lo fa proseguendo in quell’offensiva di prodotto che dall’inizio dell’anno ha proposto modelli come la piccola Mii, il restyling della Ibiza e la nuova Toledo.
L’ultimo nome uscito dallo stabilimento di Martorell, ovvero Leon, è di quelli pesanti. Se non altro perché va a competere in un segmento che in Europa vale il 38 per cento del totale, anche se non tutti i concorrenti hanno le sembianze e il lay-out di una berlina compatta.
La Leon sì, figlia evidentemente di una tradizione illustre che può annoverare best seller come la Golf o la A3, con cui la spagnola condivide la piattaforma produttiva: quell’ormai famosa Mqb da cui avranno origine tutte le vetture di taglia media del gruppo tedesco.
Spetta dunque a questa terza generazione della Leon, dal 1999 a oggi venduta in 1.185.000 unità, rimescolare le carte tentando l’assalto nel segmento C.
Il che significherebbe anche contribuire a raddrizzare i conti dell’unica divisione in rosso del vasto impero automobilistico di Wolfsburg.
Per farlo, oltre alla cinque porte già prenotabile presso i concessionari ma al debutto ufficiale il 19 gennaio, la Leon potrà contare anche su altre due varianti: la tre porte e la station wagon, che verranno presentate probabilmente ai prossimi saloni di Ginevra e Francoforte.
E seguiranno quella ventata di freschezza, a livello stilistico, voluta dal centro design Seat: linee più accattivanti e a tratti spigolose, che ricordano quelle delle ben più blasonate Audi.
Un esempio? basta guardare il taglio dei fari anteriori e posteriori, per la prima volta a led, per scoprire più di una somiglianza con le cugine di Ingolstadt.
C’è poi da sottolineare come l’offerta si presenti decisamente ampia, visti i tre allestimenti (Reference, Style, più lo sportivo Fr) e le quattro motorizzazioni: un 1.4 benzina Tsi da 122 Cv, due 1.6 a gasolio Tdi da 90 e 105 Cv, più un altro 2.0 turbodiesel Tdi da 150 cavalli. Più in là sarà invece la volta delle 1.2 benzina da 86 e 105 cavalli e della 2.0 diesel da 184 cavalli col cambio dsg.
Quest’auto, tuttavia, convince non solo su carta. Perché si vede che materiali e qualità degli interni hanno fatto un bel passo avanti, e soprattutto su strada l’assetto e la guidabilità sono state anch’esse migliorate. I prezzi, infine, partono da 17.370 euro.
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