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Lucchese, una vittoria che vale doppio
Dopo oltre un mese i rossoneri conquistano i 3 punti con la capolista Tuttocuoio grazie a una punizione bomba di Aliboni
LUCCA. Una partita che riconcilia con il calcio lontana dagli standard abituali della serie D. Vince la Lucchese che torna a respirare aria d’alta classifica (mercoledì disputerà a Pavullo nel Frignano il recupero contro la Virtus) dopo un mese e mezzo senza i tre punti. Ci riesce grazie a una prodezza balistica del suo uomo più rappresentativo: il capitano Fabio Aliboni. Una rasoiata su punizione che dal limite s’infila nell’angolo più lontano scatenando l’entusiasmo dei mille tifosi rossoneri che, sbollita la tensione dopo il ko interno di mercoledì contro l’ultima della classe (il Riccione, 10 punti nelle ultime 4 gare), sostengono la squadra nel momento più difficile della stagione e contro l’avversario più ostico. Sì, perché il Tuttocuoio di mister Massimiliano Alvini gioca a viso aperto e rischia di mandare all’inferno i rossoneri in almeno due circostanze e sul risultato di parità. A metterci una pezza è il baby portiere Casapieri che in apertura del primo e del secondo tempo compie due prodezze acrobatiche per deviare sopra la traversa altrettanti rigori in movimento calciati dall’ex Granito. E la legge del calcio si sa non ammette errori. Gol sbagliato, gol subito. Un teorema che funziona e regala serenità ad una squadra che oggi è ancora più consapevole di poter recitare sino alla fine un ruolo da protagonista in un campionato assai equilibrato.
Tema tattico. Alvini, tecnico-rappresentante artefice del miracolo Tuttocuoio (due promozioni, una Coppa di Eccellenza e due ottimi campionati in D), mantiene le promesse della vigilia e i neroverdi giocano a viso aperto. Un 4-4-2 con rombo a centrocampo e un tandem offensivo di prim’ordine con Colombo (ex Atalanta e Samp in A) che delizia la folla con la sua classe cristallina. Un quarto d’ora iniziale di sofferenza per la Lucchese che stenta a prendere le misura e subisce la spavalderia ospite.
Centrocampo da battaglia. Poi capitan Aliboni (che indossa un turbante stile anni Trenta per un infortunio alla testa subito in allenamento) suona la carica e la squadra prende possesso del centrocampo provando a sfondare a destra con Gatto e a sinistra con Angeli e mettendo in evidenza i riflessi di Maionchi.
Golden gol. Nella ripresa il refrain è lo stesso. Parte a tavoletta il Tuttocuoio, ben registrato dal playmaker Pane, che domina il primo quarto d’ora e fa sudare freddo Innocenti e il suo staff. Poi crescono i rossoneri e, come un lampo nel buio, arriva la punizione-bomba che risolve la partita e affloscia la verve ospite con Alvini, look da cameriere, che protesta e chiede il penalty per un fallo di mano in area di un difensore in barriera su una precedente punizione dal limite di Colombo. Innocenti si copre inserendo il mediano Del Giudice per Lima mentre l’ingresso negli ospiti della terza punta Falchini e del vivace Ghelardoni non incide. Quando l’anglosassone arbitro Viotti estrae il rosso diretto per un’entrata decisa del senegalese Balde (oggetto del desiderio estivo del diesse Russo) sulle caviglie di Redomi si capisce che la partita finirà lì. Non accade più nulla e nei 5’ di recupero c’è solo un immenso Aliboni a scaldare le mani al portiere ospite con una punizione fotocopia di quella del gol.
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