Il Tirreno

Livorno

Un’ora di pressing con Luci «Orgoglioso della maglia 10, ora la salvezza ma poi...»

di Alessandro Bernini
 Un’ora di pressing con Luci «Orgoglioso della maglia 10, ora la salvezza ma poi...»

Il capitano ospite al Tirreno: raffica di domande dei lettori nella diretta web «Questa ora è la mia città. I nostri segreti? Un grande allenatore e i tifosi»

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LIVORNO. «Non sembra un giocatore di calcio». Il complimento più bello, involontariamente, Andrea Luci lo riceve da un nostro collega del reparto-web che non ha particolari simpatie per il mondo del pallone. Luci è così: semplice, genuino, livornese dentro. Che fosse un bel giocatore si sapeva, ma ieri abbiamo scoperto anche l’altra faccia di Andrea.

Un’ora molto intensa quella di Luci al nostro giornale. Segnata da una grande partecipazione dei tifosi con decine di mail, messaggi scritti sul nostro sito oppure twittati: e per tutti c’è stata una risposta nella diretta video, che potete rivedere anche oggi su www.iltirreno.it

Io e Livorno. È un ragazzo felice Luci. «Perché qui a Livorno ho trovato la serenità. Ormai sono tre anni che ci vivo, i miei bambini vanno a scuola qui. Quando andai via da Piombino, non pensavo che un giorno sarei tornato. Figuriamoci con la fascia da capitano...».

Il 10 di Protti. Già, la fascia. Sono in molti a chiedergli cosa si prova a fare il capitano ma soprattutto a indossare il 10 di Igor Protti. Lo fanno Filippo Spinelli, Edo, Sergio Conti, poi Giovanni. «So cosa vuol dire per il livornese il 10. Questo è un numero che resterà per sempre di Igor Protti, io l’ho preso in prestito in quanto capitano e spero di poterlo onorare al meglio. Di certo sono orgoglioso di avere questa maglia». La risposta sul web arriva immediata con un eloquente messaggio di Carlo Mendola: «Sei degno di indossare la maglia numero 10 che fu di Protti. Sei il nostro capitano e ne siamo orgogliosi».

Morosini nel cuore. C’è una bella mail scritta da Gianluca Andreuccetti che elogia Luci, fa una disquisizione tecnica e poi allega il biglietto di Pescara-Livorno di quel tragico 14 aprile. «Una ferita aperta, ormai ci conviviamo. Mario è nei nostri cuori ed ogni volta giochiamo anche un po’ per lui».

Tra sogno e realtà. La madre di tutte le domande, la fa Marco. Semplice, chiara, diretta: «Andrea, dove possiamo arrivare? Ritorniamo in serie A ?». Luci allarga le braccia: «Non so dove possiamo arrivare, ma in questo momento stiamo giocando con serenità ed i risultati ci sono. Quindi credo sia giusto proseguire su questa linea: il primo obiettivo sono i 50 punti che vogliono dire salvezza, dopo si vedrà».

La tattica. Sono in tanti a chiedere di tattica. Pescando qua e là, troviamo un Maurizio che domanda se punteremo ancora sul 3-5-2, Francesco esalta la crescita di Gemiti e Gentsoglou che ha dato più sostanza al centrocampo, Sabrina che punta sull’esplosione di Schiattarella, Yuri che vuol sapere se è difficile per il centrocampo supportare tre punte, mentre Luigi Pardi chiede se la difesa è forse il reparto meno affidabile.

«È chiaro che un centrocampo più folto ci facilita - chiarisce Luci - ma gli attaccanti sono bravi a darci una mano. Guardate il lavoro che fa Paulinho, ma anche Dionisi che spesso va a pressare da solo anche contro la linea a 4 avversaria. Difesa debole? No, non è così. Il fatto è che andiamo sempre in campo per giocarcela, per segnare, per cui è chiaro che la difesa rischia maggiormente. Comunque Nicola è stato bravo a darci di nuovo sicurezza. Prima ha puntato sempre sul 4-3-3 poi, quando ha visto che la squadra rispondeva, allora ha iniziato a farci cambiare pelle. E ora siamo molto meno scontati».

Bravo Nicola. Già, Davide Nicola. «Un sergente di ferro o parla molto con voi?», chiede Luigi. «È un allenatore che sa dialogare, sa ascoltare e sa farsi rispettare - spiega Luci -, in ogni caso c’è molto del suo in questo splendido avvio del Livorno. Penso sia un allenatore che farà una bella carriera».

Grazie tifosi. Il tempo di prendersi il saluto del Laboratorio odontotecnico di Piombino («sono degli amici, sapevo che mi avrebbero seguito»), poi Luci chiude ringraziando i tifosi: «Quest’anno è da brividi scendere in campo sapendo che c’è una curva e uno stadio pronti a sostenerci fino alla fine. Abbiamo molti più punti anche grazie a loro. Col Bari eravamo rimasti in 10 ma grazie alla nostra gente ce la siamo giocata in 11 e abbiamo resistito fino al fischio finale. È davvero un piacere giocare in casa».

Ed è davvero un piacere avere un capitano così. Avanti Luci, avanti Livorno.

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