«Mi sono fidato di Nicola e ora è cambiata la vita»
LIVORNO. Schiattarella possiamo dire che questa è la migliore annata della tua carriera? «Sì. A Livorno è la stagione migliore delle tre che ho vissuto qui. Ma sai, quando la squadra gira ne...
LIVORNO. Schiattarella possiamo dire che questa è la migliore annata della tua carriera?
«Sì. A Livorno è la stagione migliore delle tre che ho vissuto qui. Ma sai, quando la squadra gira ne beneficiano anche i singoli».
Che cosa è cambiato rispetto all'anno scorso?
«Tutto. Il ruolo, tanto per cominciare. Sono una mezzala e non un esterno. Nel 4-3-3 mi trovo d'incanto. E in generale è cresciuto il gruppo che si conosce da tre anni. Infine abbiamo un allenatore preparato».
Nella tua trasformazione c'è tanto di Nicola...
«Sì. È l'allenatore più bravo e capace che ho avuto. Mi ha capito sul piano umano prima ancora che tattico. Ogni giorno c'è da imparare qualcosa da una persona così. E poi quando andiamo in campo sappiamo bene che cosa fare e conosciamo tutti i movimenti degli avversari».
In estate hai avuto un colloquio franco e leale con lui, vero?
«Sì. Quest'anno sono in scadenza ed ero sul mercato. Ma sono voluto rimanere perché già a luglio si sentiva che c'era qualcosa di diverso rispetto al passato proprio grazie all'allenatore. Gli dissi che ero felice di restare. Capii dalle sue parole, ma anche da quelle del direttore Perotti, che avrebbero puntato su di me. È stata una scelta azzeccata».
Si, ma di rinnovo del contratto non si parla.
«Non è un problema. Per il momento non mi interessa. Darò tutto quello che ho fino all'ultimo minuto dell'ultima giornata»
Qui a Livorno hai passato anche momenti duri.
«Sì. L'anno scorso fui preso di mira per il mio scarso rendimento. Ma io sono sempre stato sul pezzo e ho dato il massimo per far ricredere i tifosi. Volevo e voglio dimostrare alla gente che non sono quello della passata stagione. Oggi ho un'altra testa, un'altra mentalità. Sono maturato come accade a chi supera le difficoltà".
Anche il gruppo ha fatto il salto di qualità quanto a personalità?
«Sì. Abbiamo toccato il fondo nell'ultimo campionato. Poi, da uomini, ci siamo guardati negli occhi e con applicazione e il massimo rispetto reciproco ci siamo rimboccati le maniche».
Terzo posto in classifica. Cambiamo obiettivo?
«No. Pensiamo sempre alla salvezza».
Col Varese non sarà una passeggiata.
«Loro sono attrezzati. Puntano ai playoff. È una squadra organizzata e che ha superato un periodo di appannamento. Ma noi abbiamo dalla nostra parte i tifosi. Sapete? Quando entriamo in campo, a volte vorremmo giocare subito, senza fare neanche il riscaldamento, tanta è la voglia di far gioire la nostra gente. È una sensazione davvero indescrivibile».(f.p.)
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