Su Mordagà c’era un fallo da rigore
Il tecnico Cardinali non lo dice apertamente, ma punta il dito contro l’arbitro
ROSIGNANO. «Abbiamo costruito molto di più, ma non è bastato» dice a fine partita uno sconsolato Walter Cardinali. «Abbiamo ritrovato la squadra e con essa la concreta possibilità di andare in gol, ma purtroppo sulla nostra strada ci si son messi anche gli imprevisti, gli episodi sfavorevoli… e anche loro» dice in sala stampa indicando lo spogliatoio degli arbitri. E accenna al fallo da rigore su Mordagà, apparso netto. «L'avevamo detto, dopo l'incontro di martedì, che tutti avrebbero fatto quadrato promettendo di dare il massimo una volta scesi in campo. Da mercoledì a sabato abbiamo lavorato benissimo e all'appuntamento del derby i ragazzi sono stati molto bravi. Certo, la sconfitta brucia, però mentalmente bisogna essere già avanti; occorre ripartire e continuare così. Rimane come dicevo il conforto di aver giocato benissimo, pur tra le defezioni e tutto il caos che c'è stato».
L'allenatore del Rosignano promuove a pieni voti ogni componente della formazione e non intende soffermarsi sui singoli, ma menziona il giovane Salerno (classe 1984) che ha fatto bene, come Raglianti, e la prova brillante di Piombino che era alla prima partita. Accanto a lui Massimo Macelloni: «Una partita combattuta da entrambe le parti - afferma il capitano -; peccato per quel gol negli ultimi minuti che ci ha condannato ad un risultato che non meritavamo». Ed ecco l'autore della rete locale: «Dispiace per come è finita - osserva Lorenzo Tamberi - perché la prestazione è stata brillante, ma ci rimboccheremo le maniche e martedì ripartiremo».
Sull'altra sponda, il tecnico Massimiliano Alvini: «Per noi è stata una partita fantastica. Queste sono vittorie che sicuramente hanno un valore immenso per il nostro campionato che ci deve portare quanto prima a raggiungere la sicurezza. L'abbiamo voluta, l'abbiamo cercata. Devo ringraziare i giocatori per come l'hanno inseguita fino in fondo».
Onori all'avversario, quindi, da parte del'allenatore del Tuttocuoio: «Grandi meriti, oltre che per i miei giocatori, per quelli del Rosignano, che si sono battuti con grande impegno in un campo al limite della praticabilità». Tre i moduli sfoderati da Alvini, a Ponte a Egola ormai da cinque anni, che spiega: «Eravamo partiti con il 3-5-2, ma visto che anche loro giocavano con quel sistema abbiamo deciso di cambiare assetto passando al 4-3-1-2. Poi nel secondo tempo con l'ingresso di Granito siamo arrivati al 4-3-3 per cercare di recuperare il risultato».(f.c.)
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