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Vettel show, da ultimo a terzo

Vettel show, da ultimo a terzo

F1: ad Abu Dhabi Alonso secondo dietro a Raikkonen tiene vivo il mondiale risalendo a -10

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Preparariamoci a un gran finale, pieno di emozioni, come la gara vista ad Abu Dhabi che ha certamente divertito il pubblico presente a Yas Marina e quello incollato davanti alle tv. A due gp dalla conclusione del mondiale 2013 di Formula 1 Sebastian Vettel vanta dieci punti in più di Fernando Alonso (255 contro 245) e ora anche matematicamente è una corsa a due perchè Kimi Raikkonen, nonostante la vittoria, con 198 punti è fuori dai giochi. Una stagione straordinaria per il campione del mondo del 2007, tornato al grande circus dopo la parentesi al mondiale Rally. La Lotus-Renault si conferma competitiva e nel prossimo futuro si candida seriamente per la corsa al titolo. Fernando Alonso recupera tre punti, chiude al secondo posto, fa tutto ciò che poteva, ma l’impressione è che se la Ferrari può ancora ambire alla vittoria finale il merito è tutto dello spagnolo.

La macchina ancora non c’è, lo dimostrano le qualifiche ancora una volta stentate e una gara in cui si manifestano i limiti di una monoposto che nonostante l’ennesima grande prova di Alonso non riesce a recuperare il gap dalla Lotus di Raikkonen. E così Sebastian Vettel, alla fine sul gradino più basso del podio ha parecchi motivi per sorridere. Il tedesco parte dall’ultima posizione, opera una straordinaria rimonta e probabilmente con qualche giro in più sarebbe andato a vincere entrando ulteriormente nella storia. Poco da dire, la Red Bull continua ad essere più veloce delle altre di gran lunga, se si considera anche che Vettel si concede anche il lusso di commettere degli errori.

Certo ha ragione Domenicali quando dice che ad avvantaggiare la Red Bull ieri è stata la Safety-Car, ma non è certo questa la motivazione a cui appellarsi. A Maranello bisogna continuare a lavorare duro e inventarsi qualcosa che possa mettere Alonso in condizioni di giocarsela alla pari col suo avversario, poi ci penserà lo spagnolo a fare il resto. Jenson Button chiude in quarta posizione in una giornata non brillante per la McLaren; il britannico perde il podio nelle ultime tornate, ma già si intuiva che Vettel sarebbe prima o poi passato. Lo si accusa di aver dormito un po’ troppo in occasione del sorpasso, ma anche qui sono venuti fuori i limiti della sua monoposto. Ennesima gara sfortunata per il suo compagno di squadra Lewis Hamilton (il prossimo anno alla Mercedes) costretto al ritiro dopo 20 giri mentre era in testa, come a Singapore tradito dalla pompa della benzina. Ottima la gara del venezuelano Pastor Maldonado, quinto con la Williams, seguito dall’altrettanto buon Kamui Kobayashi, sesto con la Sauber. Settima l’altra Ferrari di Felipe Massa: un testa coda nel bel mezzo di un duello con Mark Webber ha compromesso la gara del brasiliano; probabilmente azzardata la manovra dell’australiano, ma ingenua la perdita di controllo della monoposto di Massa. La gara di Webber finisce poi nell’autoscontro avviato da Sergio Perez. Entrando nella stretta cronaca di gara brutta partenza di Mark Webber che viene sorpassato da Raikkonen, Maldonado e Alonso, subito all’attacco. Rosberg ai box, Hulkenberg ko, contatto fra i due. Sebastian Vettel, retrocesso in fondo alla griglia per esser rimasto con benzina insufficiente dopo le qualifiche, prende il via dalla pit line, prova la rimonta ma danneggia il musetto dopo un contatto con Bruno Senna. Torna ai box e da lì comincia il suo capolavoro: da 24° a terzo. Superman. Chapeaux.

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