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Livorno

Pisa, la partita perfetta e poi la beffa del secolo

di Antonio Scuglia
Pisa, la partita perfetta e poi la beffa del secolo

Pari incredibile all’Arena: la corazzata Nocerina va sotto (gol di Buscè) mette sotto assedio l’area nerazzurra e pareggia... in contropiede al 94’

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PISA. Mettiamo che uno lavori duramente e onestamente per tutta la vita e risparmi con tanti sacrifici ogni euro, ogni centesimo per i figli. Mai un lusso, mai una distrazione, mai una vacanza, solo tanto lavoro.

E poi, in vecchiaia, dilapidi due terzi del patrimonio con i giochi d’azzardo.

Ecco, ieri il Pisa ha fatto questo. Ha messo alle corde la Nocerina - di gran lunga la squadra più forte vista sinora in campionato, - l’ha fatta tremare con una serie di conclusioni sventate da un Aldegani in versione Handanovic, l’ha infilzata con un capolavoro di Buscè, ha contenuto la sua reazione rabbiosa fino al 94’.

E poi, invece di mettere la palla in cassaforte (nel fossato in mezzo ai coccodrilli, nel cratere di un vulcano attivo, in tribuna, nei pressi delle bandierina del calcio d’angolo: fate voi), ha voluto cercare anche il 2-0, esponendosi a una veloce ripartenza degli avversari. Lancio verticale per Evacuo, palla in mezzo per l’accorrente Russo, e l’Arena è passata dalla gioia assoluta al disappunto e alle parolacce.

Alla delusione no, sarebbe stato ingeneroso. Perché non bisogna dimenticare con quali mezzi (e con quali obiettivi) sono state costruite le due squadre: il centravanti ospite Evacuo, in estate, prima di firmare per la Nocerina aveva detto sì al Pisa, che però, fatti due conti, ha deciso che non poteva permettersi uno stipendio come il suo (da alta serie B) senza mettere a repentaglio il bilancio.

Ed Evacuo ieri era in panchina! Auteri l’ha fatto entrare solo nel finale, come ha fatto con Schetter. Questo vi dà l’idea di chi fosse il drago da combattere. Il Pisa è stato San Giorgio fin quasi alla fine, poi ha ceduto gran parte di ciò che aveva conquistato, forse irretito anche dagli assurdi sei minuti di recupero concessi dall’arbitro Illuzzi.

A parte il finale beffardo (con nette colpe dei nerazzurri) simile a quello di Pisa-Barletta 2-2, la partita di ieri ha regalato ai tifosi un Pisa col piglio della grande per oltre un’ora. Un capolavoro il gol del vantaggio: Favasuli ha liberato al cross il feroce Benedetti, lo spiovente ha scavalcato tutti e sul palo opposto Buscé ha dimostrato di avere il terzo occhio, toccando all’indietro con la parte posteriore della tempia. La palla così ha fatto marcia indietro e si è infilata alle spalle di Aldegani, che si sta chiedendo ancora come sia stato possibile.

Il boato dello stadio è stato il clou della pressione del Pisa (3-5-2) che aveva messo in apprensione fin dall’inizio il 3-4-1-2 iperdifensivo dei rossoneri. Da quel momento in poi Auteri (prima di sbroccare in sala stampa, forse per lo stress di una settimana di contestazioni) ha cambiato tutto, ha messo dentro attaccanti su attaccanti (4-2-4) ed è iniziato l’assedio. Interrotto - dopo un’occasionissima per Tulli al 36’ - da una sortita generosa ma suicida del Pisa in piena zona Cesarini. Evidentemente era destino. Ma il film della partita, anche se è mancato il finale allegro, era da vedere. E gli oltre quattromila dell’Arena l’hanno seguito con passione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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