Il Tirreno

Livorno

Il tecnico: «Non meritiamo l’ultimo posto»

Il tecnico: «Non meritiamo l’ultimo posto»

Di Costanzo guarda il bicchiere mezzo pieno e senza quel gol fortuito sarebbe stata un’altra partita

3 MINUTI DI LETTURA





PAGANI. La Carrarese si è nuovamente impantanata. La sconfitta di Pagani, il secondo ko di fila dopo il primo ed unico successo contro il Prato, riapre scenari preoccupanti per la squadra del patron Gigi Buffon. E non basta consolarsi con “mal comune mezzo gaudio”, visti i risultati negativi delle altre formazioni pericolanti nella giornata di ieri.

Anche se la squadra apuana aveva affrontato la partita nel modo giusto. Due mazzate nei primi due tempi hanno causato la sconfitta numero otto su nove giornate. A fine gara il commento del tecnico Di Costanzo è amaro e lucido. «I numeri sono chiari, ma dobbiamo analizzare obiettivamente lo sviluppo della partita e sotto l'aspetto della prestazione e dell'atteggiamento si è vista una Carrarese che non merita l'ultimo posto. Siamo partiti col piglio giusto, ma abbiamo subito un gol a freddo, peraltro condizionato dal forte vento. Una situazione causale e fortuita. Nonostante la rete beffarda subita ad inizio gara, la Carrarese non si è lasciata deprimere, ma ha prontamente ripreso a giocare. E nella prima parte si è vista una squadra disinvolta e vogliosa che ha cercato di rimediare allo svantaggio».

«Nella ripresa - continua Di Costanzo - invece la partita ha preso un'altra direzione. Nonostante nella squadra ci fosse la convinzione di poter recuperare il risultato, i presupposti e le sensazioni erano positive, ma ad inizio del secondo tempo un altro episodio sfortunato ci ha dato il colpo del ko. Abbiamo concesso una palla gol alla Paganese che ha attaccanti che non perdonano. Girardi è particolarmente ispirato e su queste situazioni va a nozze. Un “regalo” che non possiamo fare ad una squadra smaliziata e quadrata che si è chiusa bene».

«Una partita - aggiunge Di Costanzo - che si è ingarbugliata. Ma anche in questo momento di grande difficoltà ho visto la reazione per provare a riaprire il risultato, ma non siamo stati incisivi come era nelle nostre speranze. Poi - aggiunge l’allenatore - negli ultimi minuti siamo un po' calati, forse anche per la delusione e la frustazione di non riuscire a trovare la via del gol. Ci abbiamo provato, ma al di là di un buon tiro di Orlandi abbiamo fatto troppo poco. E' normale un po' di depressione quando sei comunque in partita ma non riesci ad essere costruttivi».

Se la squadra ha ritrovato forza di volontà e corsa restano limiti evidenti in fase realizzativa. Un attacco evanescente che ha segnato appena tre gol, una rete nelle ultime tre partite. Anche la retroguardia continua ad essere vulnerabile (due reti a partita sono troppe).

«Segnali di miglioramento si sono visti sotto l'aspetto del temperamento e della condizione atletica sulla quale abbiamo lavorato nelle ultime settimane, la squadra può crescere - dice il tecnico marmifero - ci vuole anche un po' di fortuna per raggiungere qualche vittoria per risollevare il morale e quindi la classifica».

Adesso la Carrarese, dopo due trasferte, torna allo stadio Dei Marmi per ospitare il Gubbio con l'obiettivo di rifarsi e risalire quanto prima una classifica deficitaria.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera