Il Tirreno

Livorno

Nicola: «Non voglio mettere pressione»

di Fabrizio Pucci
Nicola: «Non voglio mettere pressione»

Il mister rifiuta di dover vincere per forza contro il super Bari

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LIVORNO. Nicola, partiamo dalla formazione. Siamo in emergenza in difesa dove recuperi Emerson, ma perdi Lambrughi e Ceccherini. Preoccupato?

«Siamo contati, ma non è un problema. Vedremo all'opera gli altri, di cui dobbiamo essere comunque orgogliosi. Questo è un gruppo eccezionale».

Quali sono i tempi di recupero del giovane difensore?

«Tra un paio di settimane sarà di nuovo a disposizione. Federico gioca da veterano, ma è un ragazzo che non è abituato alla gestione delle emozioni forti dell'ultimo periodo e neanche all'intensità di un campionato come questo. Ha accusato una contrattura. Niente di grave».

Siligardi, invece?

«Sta bene. Si allenerà regolarmente con i compagni di squadra a partire dalla prossima settimana. E' recuperato anche se non è stato convocato per la sfida con il Bari».

Hai introdotto l'argomento del giorno: l'avversario odierno. I pugliesi sembrano fortissimi..

«E' così. Loro possono dire ciò che vogliono, ma sono una delle cinque squadre più forti».

Nelle altre quattro inserisci il Livorno?

«Sì, perché al momento siamo tra quelle che stanno facendo meglio».

Torniamo ai biancorossi. Sembrano più pericolosi in trasferta che a casa loro. Che ne pensi?

«A dire il vero li ho visti giocare bene anche al 'San Nicola'. Davanti sono rapidi e precisi. Riescono a prendere il tempo ai difensori. Sono insidiosi. Sul campo hanno conquistato 19 punti che sono frutto del piglio dell'aggressività della grande squadra. Praticano un ottimo calcio fatto di pressione immediata sugli avversari utile a recuperare subito il pallone».

Messa così, questa gara ha tutta l'aria di essere un rebus dalla soluzione difficile.

«Sarà dura. Ma anche loro hanno qualche punto debole sul quale cercheremo di fare la nostra partita».

Martedì il Bari ha perso male in casa con l'Empoli. Che cosa significa?

«Nulla. Nel primo tempo non c'è stata storia. Poi sono stati bravi gli azzurri. Ma era la seconda partita di una settimana intensa. Un calo poteva starci. E comunque di fronte avevano una squadra in grande condizione».

Mancheranno gli squalificati Romizi e Sciaudone. E' un vantaggio?

«Sì, ma ci saranno Iunco e Bellomo. Quest'ultimo mi ha impressionato. E' un giocatore di categoria superiore».

C'è Livorno-Bari, ma pure Verona-Sassuolo. E' un turno che solletica pensieri di altissima classifica.

«Attenzione. Noi abbiamo un obiettivo preciso che cerchiamo di raggiungere più in fretta possibile. Se entriamo nell'ottica del dover vincere a tutti i costi siamo fuori strada. Quello è un peso psicologico che non abbiamo intenzione di portare. Noi semmai vogliamo vincere. Anche contro il Bari faremo la nostra partita. Non siamo fighette, ma gente normalissima che vuol fare qualcosa di speciale».

Siamo alla terza partita in otto giorni. I ragazzi sul piano delle energie come stanno?

«Bene. Avevamo stilato un preciso programma di recupero. E' normale che qualcuno faccia gli straordinari».

Superata l'amarezza per il pareggio di Lanciano?

«Certo. Per 60 minuti ho visto un grande Livorno. Probabilmente dobbiamo migliorare nella gestione del risultato, ma soprattutto delle situazioni che ci vedono sulla difensiva. A cinque minuti di alta intensità ne seguono sempre altrettanti di bassa. In questo secondo caso dobbiamo amministrare con maggiore profitto. E non c'è da storcere la bocca sulla partita di martedì. Il Lanciano non avrà qualità eccelse, ma ha rapidità, ritmo e organizzazione. Insomma là non sarà facile per nessuno».

Potrebbe essere il grande giorno di Savvas che a Lanciano è andato bene..

«Martedì mi è piaciuto molto. Deve imparare a prendere in mano la squadra e interpretare tempi, spazi e momenti della partita. Di certo è un giocatore di grande qualità».

Due parole su Dionisi. A volte potrebbe fare qualche giocata più semplice..

«Federico è in grande crescita. E' maturato molto come atteggiamento. E' un passionale che si sposa bene con il carattere dei tifosi. E infatti lui si sente livornese. Proprio per questo vuole essere determinante. Lui non è un tipo che si accontenta del compitino. Vuole lasciare il segno anche nelle singole partite. Ma con questo suo modo di giocare spesso ha tolto le castagne dal fuoco al Livorno. Ad avercene di giocatori così».

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