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Livorno

Dal calcio al podismo Ora Marco Lombardi sta andando in fuga

di Luciano della Bella
Dal calcio al podismo Ora Marco Lombardi sta andando in fuga

LIVORNO. Quando abbiamo notato sul sito ufficiale della Federazione Italiana Di Atletica Leggera una citazione particolare per il livornese Marco Lombardi, quarto assoluto nella quarta edizione della...

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LIVORNO. Quando abbiamo notato sul sito ufficiale della Federazione Italiana Di Atletica Leggera una citazione particolare per il livornese Marco Lombardi, quarto assoluto nella quarta edizione della 100 chilometri delle Alpi, ultramaratona da Torino a Saint-Vincent, ci siamo chiesti chi fosse questo carneade. Poi ripensandoci ci siamo resi conto che si trattava di uno degli ultimi arrivati nel pianeta del podismo livornese.

Trentuno anni, sposato, tre figli, capelli alla Sandokan, educatore professionista per il comune di Livorno presso le scuole cittadine, nel giugno dello scorso anno si era schierato al via della sua prima gara in assoluto partecipando a una manifestazione a carattere interprovinciale come i 10 chilometri della “Attraverso Montenero”. Un personaggio che non passò del tutto inosservato, primo per un singolare abbigliamento (maglia della salute, pantaloncini da calciatore e scarpette più da calcetto che da corsa), secondo perché si classificò fra i primi 20 arrivati. In passato aveva militato in squadre di calcio di mezza toscana,iscritte ai campionati di prima e seconda categoria prediligendo il ruolo di difensore centrocampista. Scoccata la scintilla, subito un obbiettivo la maratona del Mugello, una 42,195 difficile, nella quale coglie un decimo posto assoluto. Prende ad allenarsi tutti i giorni dai 20 ai 30 km per seduta, il mattino presto, su e giù per le nostre colline. A novembre corre la Maratona di Livorno, scende sotto le tre ore, 2h58 il responso finale; il tempo di una doccia e nel pomeriggio scende in campo per un incontro ufficiale di calcio. E’ sempre più convinto di questa scelta verso la corsa di lunga lena.

Dopo altre ottime esperienze, tenta l’avventura sulla Torino Saint Vincent, la più antica delle 100 in Italia. Ne scaturisce un piccolo capolavoro, per 68 chilometri galleggia in seconda posizione; nel finale perde per un’inezia il podio e chiude in 8h20, ricevendo i complimenti dal direttore di corsa Giorgio Calcaterra. Marco non ha particolari pretese, è sufficiente un paio di scarpette comode, figuriamoci che chiese il favore di essere tesserato alla Libertas Runners Livorno poiché necessitava o del cartellino Fidal, ora si aspetterebbe magari una telefonata. Marco che è un autodidatta, sarebbe alla ricerca di un allenatore. Famose maratone internazionali dove fra soggiorno e iscrizione occorre qualche sacrificio finanziario per ora non rientrano nei suoi piani, i prossimi appuntamenti: l’Eroica di Siena e la Maratona di Pisa.

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