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Livorno

Paolo Indiani alla fine si accontenta

Paolo Indiani alla fine si accontenta

«Prova di maturità e personalità, ci è mancata destrezza nel finalizzare»

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PONTEDERA. Quando punti alla salvezza e ti trovi (non per caso) al secondo posto diventa tutto più facile. Così tanto da pensare di poter correggere gli obbiettivi. Il dg Paolo Giovannini di obiettivi futuri non ne vuol parlare, ma chiarisce quali erano quelli passati. «Puntavamo a chiudere il girone di andata con 20-21 punti – dice - e ci ritroviamo con 17 dopo 8 giornate. Con questi numeri non si può parlare di salvezza, ma non dobbiamo nemmeno volare troppo in alto. La classifica si guarda giornata dopo giornata». Indipendentemente da una vittoria o da un pareggio, ciò che conta è la crescita della squadra. «Sia tatticamente che mentalmente abbiamo fatto grandi progressi, con una formazione piena di under che si stanno mettendo in mostra. Sono importanti i risultati, ma anche la valorizzazione dei giovani».

Per il tecnico Paolo Indiani, che col Poggibonsi ha ottenuto una promozione in C2 nel 2001, è stato il miglior Pontedera visto in questo scorcio di campionato. «Una grande prova di maturità e personalità – commenta – la migliore che ho visto finora. Ci è mancata solo un po’ di destrezza nel finalizzare, ma sull’occasione di Arrighini siamo stati soprattutto sfortunati. Un peccato poi non aver avuto a disposizione Grassi fino alla fine, anche se non voglio lamentarmi. Altre volte ci è andata meglio del previsto, oggi mi prendo volentieri questo pareggio» .

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