Il nostro Nicola è l’uomo giusto per il simpatico Mandorlini
Facile seguire il Livorno quando si abita in via Gramsci, vicino all'ospedale. Un po’ più complesso invece quando, vedi me adesso, si vive a Mosca. Ma come spesso accade nella vita, la lontananza...
Facile seguire il Livorno quando si abita in via Gramsci, vicino all'ospedale. Un po’ più complesso invece quando, vedi me adesso, si vive a Mosca. Ma come spesso accade nella vita, la lontananza rende le passioni più forti e più concrete. Quando leggo Verona la prima cosa alla quale penso è Mandorlini. Il rapporto che noi tifosi amaranto abbiamo con questo allenatore? Lui non ci ama. Noi non amiamo lui. Anzi per dire la verità è tutt'altro che simpatico e accomodante. Ecco questo personaggio un po' mi spaventa; secondo me ha preparato la gara meglio delle altre e ha fatto di tutto per caricare la squadra al massimo. Per lui vincere all'Ardenza, in una situazione di classifica come quella attuale, sarebbe un colpo da 90. E una soddisfazione personale indescrivibile. L'anno scorso per esempio fece bottino pieno. 0-2 e tutti a casa. Ma le cose sono cambiate e il Livorno non sembra neppure un lontano parente della scialba squadra di allora.
Oggi abbiamo un condottiero superbo che ha saputo costruire un collettivo in grado di vincere contro tutti. E lo ha dimostrato fino a qui. Lo spirito di reazione che la squadra ha avuto dopo la cinquina interna con lo Spezia fa davvero ben sperare. L'importante è non cadere nelle trappole e nelle provocazioni che incontreremo. Questa potrebbe davvero essere la partita della svolta, quella in grado di far cambiare mira e mentalità a tutto il clan labronico.
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