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Allegri, barra diritta nella tempesta: «Inutile piangere, la società sa cosa serve»

La tempesta è già arrivata, e Massimiliano Allegri cerca di tenere ferma la barra. «Fare le vittime non serve a nulla, non ho grandi rimproveri da fare alla squadra, qualcosa di buono è stato fatto e...

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La tempesta è già arrivata, e Massimiliano Allegri cerca di tenere ferma la barra. «Fare le vittime non serve a nulla, non ho grandi rimproveri da fare alla squadra, qualcosa di buono è stato fatto e bisogna ripartire di lì». L’unica sgridata se l’è presa Robinho: «Aveva un problema alla coscia, ma mi ha detto che non era grave. Allora - ha raccontato il tecnico - ho tolto El Shaarawy per inserire Pazzini, però poi Robinho non riusciva a stare in campo». Risultato: un cambio sprecato e un nuovo infortunio che accentua la carenza numerica del reparto offensivo.

«Nel finale non avevo una punta di scorta in panchina», ha sottolineato Allegri mettendo il dito sulla piaga. Potrebbe arrivare Bojan, perché il Barcellona pare disponibile a spostare il giocatore in prestito dalla Roma al Milan. E Galliani attende un segnale da Madrid per Kakà, e forse anche per Diarra, visti i problemi del centrocampo. «Non bisogna essere molto svegli per vedere i grandi calciatori - dice Allegri - mancano pochi giorni alla chiusura del mercato, la società che sa bene cosa serve». Poi saluta con molta dignità e va ad affrontare le onde, molto più alte di quello che forse lui stesso pensava.

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