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Vezzali, un’icona tra Bolt e Phelps

Vezzali, un’icona tra Bolt e Phelps

Rogge, presidente del Cio: la vostra atleta è un esempio. I Giochi? Promossi

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LONDRA. Una promozione annunciata, ma con voti altissimi: Londra ha saputo rinnovare l’immagine delle Olimpiadi, proponendo «giochi per gli atleti» con la capitale britannica ospite impeccabile in quanto ad organizzazione e cortesia. Questa la pagella di Jacques Rogge, presidente del Cio, nel giorno della chiusura dei giochi olimpici. I grossi timori della vigilia - trasporti e terrorismo - non si sono concretizzati, e Londra, pur nella sua radicale diversità, ha saputo reggere il confronto con Pechino. Anche se - spiega Rogge - «non si possono paragonare Olimpiadi di epoche e città differenti, è una vera ingiustizia». I Giochi londinesi sono stati un esempio di successo di sostenibilità ed eredità, che il numero dello sport mondiale - il cui mandato scade il prossimo anno - si augura sia d’insegnamento per le prossime città ospitanti, a partire da Rio. «Anche perchè la legacy non è solo quanto si costruisce materialmente ma anche l’esempio che si trasmette alle future generazioni: basta parlare con qualsiasi olimpionico di oggi per capire come i campioni del passato siano stati importanti». Olimpionici che con le loro imprese hanno segnato anche la storia di questa edizione. «Ma è difficile scegliere un solo momento di questi entusiasmanti Giochi, preferisco fare un elenco che comprende momenti speciali con protagonisti come Usain Bolt, Valentina Vezzali e Michael Phelps. Anche se forse per quello che ha rappresentato per i giochi di Londra l’atleta più iconico resta Chris Hoy».

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