Il Tirreno

Livorno

Olimpiadi, il pagellone dei Toscani 

di Giorgio Billeri
Olimpiadi, il pagellone dei Toscani 

Promossi a pieni voti Montano e Carboncini. Quintavalle e Sensini: una resa amara 

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9 CAMPRIANI

Il Botticelli del tiro, il Michelangelo del mirino. Un’Olimpiade perfetta, quella dell’ingegnere fiorentino maturato in America. Nella carabina da 10 metri si mangia l’oro agli ultimi colpi lasciando il trionfo al romeno, poi si allena nella finale dei 50 metri per esplodere, e trovare l’oro, nel giardino di casa sua, la tre posizioni. Renzi gli regala le chiavi della città, la Fiorentina lo invita allo stadio accanto a Della Valle, e in televisione dimostra che non tutti gli sportivi nascono banali. Un campionissimo, e ha solo 25 anni.

8,5 BALDINI

E’ tornato il d’Artagnan livornese, riemerso da quattro anni difficili come una scalata del Mortirolo. Aveva perduto Pechino per una storiaccia senza fondamento, ha lavorato come un matto per lucidare il suo fioretto, in silenzio, senza proclami. Medaglia di legno nell’individuale, dove si scioglie dopo una partenza-champagne. Oro regale a squadre dove chiude tutti gli assalti con nervi d’acciaio. Baldo is back, Livorno stappa lo spumante alla sua salute.

8,5TEMPESTI

Nessun dubbio: è il gigante pratese il miglior portiere del torneo olimpico. Miracoli in serie, anche e soprattutto nella sfortunata finale contro la Croazia, e soprattutto un carisma e una solidità mentale che ha fatto sentire al sicuro tutto il Settebello. Ora ricarichi le pile e torni a fare i miracoli, da Stefanone d’argento non si può prescindere.

8 PAGNINI

Bravissima Marta la pratese, farfalla tra le farfalle della ritmica. Tre prove praticamente perfette assieme alle compagne, rotazioni piene di poesia e abilità che soltanto la giuria sembra non cogliere: infatti il bronzo dietro alla Bielorussia grida vendetta. Ma a questi Giochi i giudici quasi mai sono stati all’altezza. Marta torna a Prato con un bronzo che scintilla: a Rio sarà oro.

8 TESCONI

Dal poligono di Pietrasanta alla gloria a cinque cerchi: il ragazzo che studia arte e ammira Botero è stato il primo hurrà della spedizione azzurra a Londra. Chiuso nella sua bolla di concentrazione il versiliese ha crivellato di «dieci» il mirinoi con la sua pistola (anche questa prodotta min Versilia, a Camaiore). Un altro patrimonio del nostro sport, da conservare gelosamente.

7,5 MONTANO

Alzi la mano chi avrebbe puntato un pence su Aldone dopo il ko agli ottavi nell’individuale contro Occhiuzzi. Rotto, sofferente, per qualcuno ormai sul viale del tramonto. Ma mai stuzzicare l’orgoglio della stirpe Montano: la rimonta nella gara a squadre con la Bielorussia è un miracolo livornese applicato alla sciabola. Un bronzo che brilla come oro: dai Aldone, vai avanti fino a Rio.

7 CARBONCINI

Peccato Lorenzo, peccato. Il gigantone di Empoli emerge, a 36 anni, dalla tonnara delle qualificazioni del canottaggio nel bacino nobile di Eton. Insieme a Mornati ci fa sperare fino all’ultimo, ma alla fine è quarto posto. Che aggiunge valore a una carriera splendida.

7 CARLI

Provateci voi, a sedici anni, a buttarvi in piscina contro dei mostri della velocità, e dopo la bufera di polemiche che ha stordito il nostro nuoto. DIletta la viareggina ha faccia tosta e con una frazione autorevole lancia l’Italia della 4x200 stile libero in finale, dove però paga qualcosa all’emozione. Rio l’aspetta a braccia spalancate.

7 NESTI

Come sopra. Alice la pistoiese ci prova insieme a Carli, Mizzau e Pellegrini a prendere la ruota delle grandi. Non ce la fa, ma questa esperienza olimpica segnerà la sua vita e la sua carriera.

7 VECCHI

La ragazzina livornese della sciabola non ha paura della pedana più importante. Mena fendenti e piace tantissimo anche al pubblico, poi nei quarti incrocia l’ucraina Karlan che è un brutto osso per tutte. Premio simpatia e via verso il 2016.

7 VIZZONI

Beh, a trentanove anni in finale olimpica...cosa chiedere di più a questo atleta infinito. L’ottavo posto è il sigillo a una carriera esemplare, piena di martellate e correttezza.

6,5 DETTI

Ha avuto la sfortuna, diciamo così, di nuotare nella stessa batteria di un grande Paltrinieri. Ma Gabriele da Livorno, nipote d’arte (lo zio è Stefano Morini) è rimasto sui suoi tempi, segno di una grande maturità, alla faccia dei 17 anni.

6 AGAMENNONI

Le medaglie di Atene e Pechino sono lontane. Il canottiere livornese ci mette l’anima ma questo «quattro» ha avuto poco tempo per rodare i meccanismi, e la finale resta una chimera.

6 BAZZONI

Frazione di tutto rispetto per l’aretina della 4x400: lei resta attaccata al treno di testa, sono le compagne poi che si fanno staccare.

6 GIGLI

Il Setterosa è uno dei flop della nostra partecipazione. Poco protetta della difesa, la portierona empolese sciorina il suo talento, ma per i miracoli non è ancora attrezzata.

6 LAPI

Vedi sopra: la fiorentina viene coinvolta nel flop della pallanuoto azzurra al femminile.

6 MEUCCI

Dura la vita, in mezzo alle gazzelle degli altipiani. Meglio nei 5000, ma l’ingegnere pisano è onesto: questi erano dei mostri...

6 PICCININI

Mediaticamente è sempre la numero uno, fotografatissima e cliccatissima. Parte in panchina, poi Barbolini la recupera e Franci comunque fa il suo. Che non basta per evitare il ko nei quarti delle azzurre.

6 RONDON

Non da buttare l’Olimpiade della pisana: quando il cittì la usa come arma tattica, Giulia fa sempre vedere ottime cose.

6 QUINTAVALLE

La rosignanese del judo aveva tanta, troppa pressione sulle spalle dovendo difendere l’oro di Pechino. Parte bene, poi perde le due gare-chiave, l’ultima per il possibile bronzo. Ma comunque resta una campionessa, ora può pensare al matrimonio (auguri) con la mente libera.

6 SENSINI

Per il percorso a Weymouth meriterebbe 5, ma l’orgoglio nella medal race e una carriera incomparabile vanno comunque sottolineate. A 42 anni stacca senza rimpianti: grazie, Alessandra. Magari a Rio ci sarai, magari a bordo di una barca...mai dire mai.

6 TURRINI

Spinge al massimo, ma il livornese è ancora lontano dai mostri sacri Phelps, Lochte e Cseh. Comunque bravo, costante, combattivo, può puntare comunque all’eccellenza europea continuando ad allenarsi come fa.

5,5 STEFANINI

Olimpiade complicata per il canottiere pisano: il quattro non è ancora pronto per l’eccellenza, non basta il grande impegno anche se Matteo raschia sempre il fondo del barile delle sue energie.

5,5 FOSSI

Vedi sopra. Ma il tempo è dalla sua parte, è giovane e può rifarsi.

5 RANFAGNI

Il colosso fiorentino dei 200 dorso inciampa nelle sue paure: non trova il ritmo, gli altri scappano e lui saluta mestamente in batteria.

5 ESPOSITO

Il piombinese del windsurf sbatte la testa contro rivali troppo più scafati ad alto livello. Finisce nelle retrovie ma fa esperienza che sarà molto utile per il domani.

5 BRACCIALI

L’erba sacra di Wimbledon respinge l’aretino: poca gloria nel doppio, eliminazione che brucia nei quarti del misto insieme a Roberta Vinci.

5 BENASSI

C’era tanta attesa per il colosso carrarese della canoa nato per caso in Germania, ed è tanta la delusione. Fuori senza appello nella prima batteria dei 1000. Emozione canaglia.

5 SANTUCCI

L’aretino naufraga insieme alla missione azzurra del nuoto. Un disastro, anche se Michele cerca di andare oltre i suoi limiti nella frazione della 4x100: finale acciuffata per i capelli, ma poi scedna muta davanti ai grandi del pianeta.

Anche lui ha risentito della scarsa condizione e dei veleni di un gruppo tutto da rifondare.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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