MA PERCHÉ NON SIAMO SIMPATICI?
DI GIORGIO BILLERI Quando la cena finisce, arriva il conto. E per l’Italia sportiva è salato. Basta un semplice rewind per capire quante medaglie potevano aggiungersi alle 28 (una più di Pechino,...
DI GIORGIO BILLERI
Quando la cena finisce, arriva il conto. E per l’Italia sportiva è salato. Basta un semplice rewind per capire quante medaglie potevano aggiungersi alle 28 (una più di Pechino, comunque) che saliranno sull’aereo per Roma. Medaglie letteralmente scippate, in alcuni casi, dalle cervellotiche decisioni dei giudici. Nessun vittimismo, per la carità, l’elemento umano nello sport è ancora - per fortuna - dominante sul culto della macchinetta. Ma il cahier de doleance è molto, troppo lungo, fino ad alimentare il sospetto che l’Italietta non sia particolarmente simpatica ai poteri forti dello sport mondiale. Qualche esempio? Vanessa Ferrari, terza per il mondo intero nel corpo libero, quarta per i giudici. Tania Cagnotto che si vede sbattere giù dal podio due volte, nel sincro e nel singolo dal trampolino, per pochi centesimi di punto; Alberto Busnari, drago del cavallo (ginnastica), quasi perfetto ma non per gli ineffabili giudici che premiano invece un brasiliano che fino a quel momento aveva vinto i campionati rionali o poco più; lo stesso Andrea Baldini che chiude quarto nel fioretto dopo aver pietito in più di un’occasione l’ausilio del video; fino ad arrivare alla beffa delle beffe di ieri pomeriggio, quella decisione inconcepibile dei giudici che privano Roberto Cammarelle di un oro solare, lampante anche per chi di boxe capisce quanto di astrofisica. Un match dominato, se si fa eccezione per qualche sventola da film di Bud Spencer sparacchiata dall’inglese, ben conscio di essere inferiore. Eppure alla fine l’ineffabile congrega di bordo ring ha visto un altro incontro. No, saremo anche bravi ma decisamente non simpatici: a Petrucci il compito di scoprire perché.
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