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«Mi sentivo Buffon avevo perso l’umiltà ora devo ripartire»
Fiorillo, neo portiere amaranto, in cerca del rilancio Viene dalla Samp, ha 22 anni e farà il secondo a Mazzoni
TIRRENIA. Vincenzo Fiorillo ha appena ventidue anni, ma anche l'aria di chi ha già avuto a che fare per lungo tempo con il calcio che conta. Solido nel suo metro e novanta di altezza, ma nel contempo snello ed agile, questo giovane portiere arriva al Livorno direttamente dalla Sampdoria, che ne ha mantenuto la proprietà rinnovandogli il contratto per tre anni. Del resto la sua storia blucerchiata viene da lontano: nato a Genova, Vincenzo sin dai dieci anni è cresciuto tra i pali della Samp, con la cui Primavera ha vinto un campionato italiano, una Coppa Italia e una Supercoppa nella stagione 2007/2008, nello stesso anno in cui fece anche il suo esordio in serie A in prima squadra.
Che anni. Furono per Vincenzo anni di grandi risultati e di grandi lodi: nel 2008 un argento con la nazionale Under 19 agli Europei, nel 2009 tre presenze nella Under 21 di Casiraghi, mentre qualcuno ne tesseva le lodi prefigurandolo come il “nuovo Buffon”. Poi venne l'ora di stagioni più sofferte: in prestito alla Reggina in B, quindi nello Spezia in Prima Divisione, infine nello scorso campionato di nuovo alla Sampdoria, che gli ha fatto fare il terzo portiere ma continua a tenerselo stretto.
Parte secondo. Nel corso della sua presentazione ufficiale il direttore tecnico Attilio Perotti ha speso per lui parole di stima, ricapitolando i termini dell'accordo con la società blucerchiata: «Vincenzo è un portiere molto interessante, sui cui la Samp fa affidamento. La formula è quella del riscatto e contro-riscatto, per cui se l'esperienza del giocatore in amaranto sarà positiva potremmo anche chiederne il riscatto alla Samp, cui comunque rimarrà l'ultima parola. Vincenzo sa che qui a Livorno dovrà soffrire perché notoriamente noi abbiamo puntato come primo portiere su Luca Mazzoni; pertanto sa di dover pazientare ed essere bravo a farsi trovare pronto quando ci sarà bisogno di lui. Io l'ho trovato umile e deciso a mettersi in gioco, sono certo che può puntare verso vette importanti».
L’umiltà. Ed in effetti Fiorillo offre l'immagine di chi vuole aprire una nuova fase della sua carriera, magari proprio lasciandosi alle spalle quell'etichetta di “nuovo Buffon” che si è trovato appiccicato addosso e che più che lanciarlo lo ha frenato: «E' stata un'arma a doppio taglio: avevo appena 18 anni, ma un mio errore rimbombava come se fossi il più esperto dei portieri. La pressione era forte e posso dire di aver già assaporato la parte amara del calcio. A Reggio Calabria e La Spezia mi sono dovuto confrontare con piazze non facili, mentre l'ultimo anno con la Sampdoria l'ho trascorso tra panchina e tribuna. Ma in tutto ciò credo di aver imparato l'umiltà».
Tanto lavoro. Senza giri di parole, Vincenzo si prepara con serenità a una stagione che lo vede partire come secondo portiere: «Perotti è stato molto chiaro con me ed io l'ho apprezzato. So di avere davanti un portiere valido e più esperto di me. Ma che io giochi o non giochi, mi farò sempre trovare pronto. Sono arrivato a Livorno in punta di piedi, ma sono contento di esserci e voglio che la società sappia che può contare su di me. Livorno è una piazza calorosa, in serie B è quella dove si respira il calcio più che in ogni altra. Possiamo arrivare lontano».
Il suo idolo. Vincenzo si sente un portiere “d'attacco”, di quelli che puntano su rapidità e guizzo, ma anche un portiere in grado di fare da punto di riferimento per tutta la difesa: «Ho avuto la fortuna di stare a contatto con tanti giocatori importanti, da cui ho sempre cercato di imparare». Inevitabilmente in chiusura si torna su quel paragone che finora è stato il punto di svolta del suo percorso: «Un giorno Buffon mi telefonò per congratularsi con me. Lui era il mio idolo, l'idolo di tutti i portieri, e a quel punto io forse ho cominciato a crederci un po' troppo ed ho inciampato». È solo inciampato Vincenzo, ma non è caduto. E oggi, nel Livorno, è pronto a ripartire.
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