Il Tirreno

Livorno

TUTTI DA NOI I NUOVI TALENTI

di MARCO VANNINI*
TUTTI DA NOI I NUOVI TALENTI

di MARCO VANNINI* Con una sola disciplina l'Italia s'è da sempre fatta grande alle Olimpiadi: la scherma. Lo sport delle armi bianche anche a Londra non ha tradito le attese, anzi, il medagliere...

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di MARCO VANNINI*

Con una sola disciplina l'Italia s'è da sempre fatta grande alle Olimpiadi: la scherma. Lo sport delle armi bianche anche a Londra non ha tradito le attese, anzi, il medagliere parla chiaro: 3 ori, 2 argenti e 2 bronzi, fino ad oggi il 50% dell'intero consuntivo per il Coni.

Il valore della scherma azzurra a questi Giochi si accentua considerando che è apparsa inossidabile anche di fronte alla crescita di altre realtà africane o sudamericane, per non parlare degli asiatici ormai da troppi anni ai vertici, le cui affermazioni sono costate care a paesi di tradizione come la Francia (zero medaglie) o la Russia (zero titoli).

Da sempre all'interno di una nazione che gioisce c'è il paesino, la cittadina o il quartiere di turno che festeggia ancor di più. I campioni che inseguono il sogno a cinque cerchi conservano sempre con il luogo di nascita un legame particolare, anche se spesso da professionisti, i colori delle casacche indossate non sono più quelli "amaranto" degli esordi, come nel caso di Aldino Montano (tesserato per le FF.AA. si allena alla Virtus Bologna). A Livorno gli equilibri rispecchiano l'andazzo dello sport nazionale. Anche noi siamo sempre stati rappresentati da grandi campioni di tante specialità diverse, anche a Londra lo eravamo. Per esempio, avremmo voluto ancora sognare per le vittorie di Giulia Quintavalle. Le due medaglie olimpiche atterrate nella città labronica sono giunte, però, dai soliti spadaccini Baldini e Montano.

Il Baldo ha avuto il suo riscatto, anche se conoscendolo bene sono certo che quell'oro al collo avrebbe preferito riceverlo senza nessun altro azzurro intorno a lui. Del resto, come dargli torto? Pechino è lontana ma nelle due ore d'attesa in camera di chiamata che hanno separato il match dei quarti dalla semifinale, chissà se nella sua testa non ci sarà stato spazio per realizzare che di lì a poco avrebbe avuto alla sua portata la possibilità di riprendersi ciò che, tutti sappiamo, qualche anno prima una mano viscida gli aveva portato via. Il cinese Lei Sheng è stato formidabile, ma con i miei occhi l'ho visto spegnersi troppe volte nelle gare di Coppa del mondo sotto i colpi in tempo del Baldo con l'animo sereno e la testa concentrata solo sul bersaglio. Nella gara a squadre, non vi è dubbio che chiudere il match conferisca all'ultimo frazionista un grande onore ma anche un enorme onere. Non so se un altro tra Aspromonte, Avola e Cassarà, seppur bravissimi, avrebbe avuto la stessa determinazione.

E Aldino? Immenso anche in quest'occasione ad aver voluto fare l'impossibile per recuperare da un guaio che un comune mortale avrebbe risolto nel doppio del tempo. La butto lì, ma se il calendario per lui fosse stato invertito e la gara a squadre fosse stata tirata prima dell'individuale avrebbe permesso ad Aldo di far riaffiorare quelle sensazioni che aveva dovuto sedare da maggio agli Assoluti, per concentrarsi sul recupero e a quel punto chi lo sa se sul 13-13 con Diego Occhiuzzi le cose sarebbero andate come di fatto poi sono state. Il bronzo a squadre è arrivato come a Pechino, grazie ad una delle sue leggendarie imprese, trascinando il carrozzone tricolore alla zona medaglie dopo aver recuperato nell'ultima manche un negativo di quattro stoccate.

Il futuro è sempre un interrogativo. Ce la farà la scherma azzurra a garantire ancora una pioggia di allori nel forziere del Coni? Soprattutto, ce la faremo noi livornesi a schierare ancora spadaccini che potranno rendersi protagonisti dei Giochi? La risposta alla prima domanda deve essere per forza sì. Com'è da sempre nella storia. Alla seconda domanda si risponde più semplicemente citando Edoardo Luperi, Lorenzo Nista, Olga Rachele Calissi, Beatrice Monaco, Tommaso Lari, Alessandro Paroli che nel fioretto fino a oggi hanno vinto tutti almeno un titolo mondiale giovanile.

* Marco Vannini

è allenatore di scherma

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