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Livorno

«Servono più compattezza e velocità nel fraseggio»

di Fabrizio Pucci
«Servono più compattezza e velocità nel fraseggio»

L’esordio del Livorno con il Tuttocuoio soddisfa, comunque, mister Nicola Intanto la società mette gli occhi su Gentsoglou in forza alla Samp e su Obodo

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LIVORNO. Settecento tifosi sugli spalti dell'Ardenza e 7 gol segnati ai dilettanti del Tuttocuoio. Al di là del gioco dei numeri e delle proporzioni, la prima uscita casalinga stagione del Livorno è stata positiva. Sono almeno due i motivi di soddisfazione. Il primo riguarda la presenza di tanti sportivi che hanno avvertito il richiamo della foresta e, nonostante il caldo torrido.

Segno che sotto la cenere cova ancora il fuoco della passione. Il secondo sorriso lo ha strappato la squadra. Il cartello 'lavori in corso' è ben visibile, ma qualcosa di interessante (in attesa di novità provenienti dal mercato) sta nascendo.

Il manico, per esempio, sembra essere di ottima qualità. Davide Nicola, infatti è giovane, ma per nulla timido. Affronta la sua prima esperienza in serie B a testa alta e petto in fuori.

Nicola, come valuti l'amichevole con il Tuttocuoio?

«Bene, ma devo fare una premessa. Avevamo lavorato duramente anche al mattino per cui i ragazzi erano un po' affaticati. Io sono un martello e in questa fase della preparazione cerco di metterli in difficoltà».

Quali gli aspetti da migliorare ?

«Serve maggiore velocità nel fraseggio perché far correre la palla è il modo migliore per creare spazi. E voglio vedere più compattezza».

E' pur vero che siamo ai primi d'agosto…

«Esatto. Durante la partita ho richiamato spesso i ragazzi. Significa che certi automatismi non ci sono. Ma questo è del tutto normale. Quella che definisco memoria inconscia, l'interiorizzazione dei movimenti, la si acquisisce solo con il tempo».

Quella con il Tuttocuoio è stata l'occasione per sperimentare alcune novità, come Belingheri centrale di centrocampo..

«Sì. Il precampionato serve a questo. A capire che cosa mi possa dare un giocatore in una posizione piuttosto che in un'altra».

La scelta di Bigazzi dal primo minuto non si può spiegare solo con la contemporanea assenza per infortunio dei pari ruolo Piccolo e Siligardi..

«Assolutamente no. Al di là del caso contingente. Mirko ha qualità. E' rapido e abile nell'uno contro uno. E' un giocatore che può far male. Per quanto riguarda le gerarchie, non ho pregiudizi«.

Oltre a Piccolo e Siligardi è acciaccato anche Bernardini.

«I carichi di lavoro sono stati notevoli eppure nessuna ha accusato guai muscolari. Piccolo ha rimediato una distorsione a una caviglia senza interessamento dei legamenti. Bernardini ha ricevuto un colpo al coccige in amichevole e Siligardi lamenta un lombalgia».

Parliamo di mercato. E' arrivato il portiere Fiorillo, ma manca ancora qualcosa..

«Per me Mazzoni è il titolare. Mi fido di lui a pelle. Potrà anche sbagliare, ma l'importante è rimediare ai propri errori. Luca ama questa maglia e ci dà quel senso di appartenenza che per noi è un valore aggiunto. Detto questo sono felice per l'arrivo di Fiorillo. Sulle altre trattative non mi esprimo. Ho fiducia nella società».

Una curiosità: ti sei seduto sulla panchina di sinistra. Il Livorno stava dall'altra parte dal 2000, quando Jaconi decise di cambiare. Perché?

«Rispondo con una domanda. Vi pare normale che a Livorno stiamo seduti sulla panchina di destra? E oltretutto a cento metri dalla curva Nord? Ricordatevi. Io sono per un terzo razionalità e per due terzi istinto». Piace e convince, Davide Nicola. E la società sta lavorando per dare una sistemata al centrocampo. Sul taccuino di Perotti ci sono i nomi del greco Gentsoglou (mediano puro) attualmente in forza alla Samp, di Christian Obodo, di Loviso e del leccese Giacomazzi, specie se i salentini dovessero essere retrocessi in Prima Divisione per lo scandalo della scommesse. La curiosità. La nuova numerazione imposta dalla Lega (1,12 e 22 ai portieri, poi dal 2 in poi in ordine continuo e crescente) rimette in gioco la maglia numero 10 che fu di re Igor Protti e che lo stesso Signore delle Reti ripristinò dopo che era stata ritirata la società. Alla fine la camiseta più prestigiosa del Livorno dovrebbe (condizionale d'obbigo) finire sulle spalle del capitano Andrea Luci.

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