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Sceicchi o magnati cercansi disperatamente
L’arrivo di capitali esteri, favorito dalla nuova legge sugli stadi, potrebbe risollevare il nostro calcio
Per carità, può anche accadere che, un giorno - come accaduto ai tifosi del Malaga in questo scorcio d'estate - lo sceicco si stanchi di ordinare bonifici e decida, all'improvviso, di disimpegnarsi. Mettendo praticamente all'asta il club, come successo, appunto, alla squadra spagnola. Arricchita, potenziata nel corso dell'ultimo biennio - non per altro disputerà il prossimo preliminare di Champions League - e poi praticamente abbandonata.
Sono le bizzarrie dei ricchi della Terra: umorali, al pari delle oscillazioni della Borsa. Il Manchester City ha festeggiato lo scudetto ma poi la famiglia reale della penisola arabica che ne detiene il pacchetto azionario ha improvvisamente chiuso i rubinetti.
Quanto servirebbe al nostro (disastrato e immalinconito) pallone l'avvento di investitori stranieri? Tantissimo. Ci siamo sempre andati vicino, peraltro, a stringere alleanza sostanziose con i ricchissimi proprietari di pozzi di petrolio, fondi di investimento. Zamparini, storia di un anno fa, si fece fotografare al fianco di un paio di emiri. «Un paio d'anni e arriviamo in Champions», tuonò. Lasciando presagire che, con i soldi che erano in procinto di arrivare da Dubai e dintorni, l'isola avrebbe potuto sognare. Chissà che, adesso, visto il periodo di ristrettezze economiche in cui versa il Paese, la ciambella di salvataggio non giunga realmente da investitori stranieri. La Roma aveva provato a tracciare il modello, sorretta dall'american dream della cordata di Boston. Al momento, però, Di Benedetto (presidente in carica) è dato in uscita, un altro socio (Pallotta) come suo sostituto. Un po' di confusione, è passato un anno ma, dagli americani, pochi atti concreti.
L'onere dei maggiori investimenti è sempre a carico di Unicredit che, adesso, alla luce della situazione complessiva in cui versano gli istituti di credito, vorrebbe disimpegnarsi.
Qualcosa, però, si muove. Inutile cercare capitani d'industria italiani che risollevino la baracca, la nuova legge sugli stadi di proprietà potrebbe attirare investimenti esteri. La storia dei cinesi, interessati a costruire il nuovo stadio dell'Inter per spartirsi poi i proventi, è emblematica. L'odore dei soldi si respira, ormai, nella penisola arabica. Oppure in Asia, in Cina, Corea, Singapore e Hong Kong. Da noi il mercato (non quello dei calciatori) attraversa una crisi profondissima. Che non puo' non risentire del contesto generale europeo. Invogliare un partner con la pelle scura o con gli occhi a mandorla potrebbe portare in dote nuove idee per diventare più ricchi. Stringendo alleanze di marketing o di merchandising, ad esempio.
G.B.
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