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Livorno

Rivincita della Rhode, la Cainero (quinta) finisce in lacrime

Le lacrime di Chiara Cainero e la gioia di Kimberly Rhode, la fuoriclasse americana, la Maradona del tiro a volo che per una volta si era dovuta inchinare ed a Pechino aveva perso l’oro allo...

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Le lacrime di Chiara Cainero e la gioia di Kimberly Rhode, la fuoriclasse americana, la Maradona del tiro a volo che per una volta si era dovuta inchinare ed a Pechino aveva perso l’oro allo spareggio, a beneficio della friulana. Stavolta non è andata così, la Rhode è tornata nel posto che le compete, quindi sul gradino più alto del podio, e la Cainero si è dovuta accontentare di un quinto posto che non la soddisfa. Infatti nel dopo-gara le scende una lacrima, che però non guasta ciò che ha fatto, ovvero aver disputato un’altra finale olimpica, impresa che non è certo da tutte. Al ’Royal Artillery Barracks’ è il giorno della Rhode, californiana di 33 anni che quando ne aveva solo 17 vinse l’oro olimpico ad Atlanta ’96 nel double trap, successo ripetuto (dopo il bronzo di Syndey 2000) ad Atene 2004. Cancellata quella gara dai Giochi si è data allo skeet, conquistando l’argento di Pechino. Oggi ha vinto il titolo di Londra 2012 dimostrandosi inarrivabile per le avversarie ed eguagliando il record del mondo con 99/100, come dire che ha sbagliato un solo piattello. La seconda classificata, la cinese Ning Wei, è stata staccata di ben 8 lunghezze, e ha chiuso a 91. La Cainero, entrata in finale dopo spareggio con la svedese Lundqvist, nel round decisivo non ha saputo approfittare delle defaillances delle avversarie e con il totale di 89/100 ha guadagnato una sola posizione rispetto alle eliminatorie, chiudendo quinta. «È stata una gara molto difficile per me - è il commento dell’azzurra, mentre una lacrima le bagna il viso -. La visibilità non ha giocato un buon ruolo: non è una giustificazione, era così per tutte, però nel mio caso è stato un fattore determinante. In gara ho messo tutta la grinta che avevo, e ho conquistato la finale che era il mio obiettivo principale. Purtroppo serviva il 25 per sperare di poter duellare per il podio, mentre io mi sono fermata a 22. È stata la mia seconda finale olimpica ed esserne uscita senza medaglia mi fa apprezzare ancora di più l’impresa di Pechino».

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