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Livorno

Al Livorno ai rigori il memorial Morosini

di Renzo Marmugi
Al Livorno ai rigori il memorial Morosini

1-1 con il Pescara al 90’, segna Dionisi su rigore, poi gli amaranto più freddi dal dischetto. Piace il gioco di Nicola

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INVIATO A CASTELDISANGRO. Il Livorno cresce, la cura Nicola funziona. E nel “Memorial Morosini” sono proprio gli amaranto a portare a casa il trofeo dedicato al Moro, battendo il Pescara dopo i calci di rigore. 1-1 al 90’, poi le riserve dal dischetto sono infallibili, mentre Trini para il tiro di Maniero e Berardocco spara in curva.

Segnali di fumo. Pressing, possesso palla, teoremi che cominciano a vedersi applicati. E’ una squadra che piace, si muove a fisarmonica, rimane corta, con Luci centrocampista di lotta e di governo, gli altri già in palla e un Lambrughi autoritario al centro della difesa. Il ritiro è finito, ora si torna a casa. Portandosi dietro sensazioni importanti.

Senza «Sili». La formazione è quella prevista: andato via Sini, nello spot di centrale difensivo accanto a Lambrughi viene promosso Federico Ceccherini, classe 1992, che non se la cava affatto male. Nel 4-3-3 l’esterno destro lo fa Piccolo perché Siligardi è a riposo precauzionale. In panchina tutti gli altri eccetto l’infortunato Bernardini (ma mercoledì alla ripresa degli allenamenti sarà di nuovo in gruppo) e De Lucia. Il Pescara di Stroppa opta per il 4-2-3-1, con Abbruscato totem e l’islandese (ex Standard Liegi) Bjarnason, veloce come una freccia, accanto a Celik e Caprari. Gli abruzzesi partono forte, per venti minuti comandano le operazioni con il Livorno a coprirsi le spalle.

Le reti. Le folate dei gialli di Stroppa sono vento forte, e al 23’ il Pescara passa in vantaggio. Cross dal fondo di Colucci, zuccata poderosa di Celik dall’area piccola, Mazzoni fa un miracolo col corpo ma non può opporsi al tap-in di Bjarnason. Il gol subìto scioglie il Livorno, che prende fiducia, alza la linea del pressing, amplifica l’attenzione. La svolta arriva con l’inversione dei tre uomini là davanti: Paulinho torna al centro, Dionisi a destra e il mancino Piccolo, che aveva iniziato giocando sul piede opposto, va dalla parte di Gemiti. E al 39’ gli amaranto pareggiano: la trappola del pressing scatta sul lato corto dell’area avversaria. Luci, Belingheri e Piccolo sradicano il pallone dai piedi di Capuano in ripartenza, Belingheri tira al volo e la sfera, dopo aver toccato il braccio largo di Balzano, va in porta. Ma l’arbitro ha già fischiato il rigore. Che Dionisi (39’) trasforma spiazzando Anania.

La ripresa. Dopo l’intervallo Abbruscato di testa costringe Mazzoni a superarsi in tuffo (1’). Il Pescara segna con Bocchetti (8’), ma Abbruscato è in offside, poi Luci mette fuori di un centimetro un super cross di Gemiti. Il tempo di vedere un miracolo di Trini (33’) su una bomba ravvicinata di Maniero, poi ci si avvia verso il 90’ con le riserve amaranto che tengono botta senza complessi. Poi ai calci di rigore è il Livorno che si porta via il trofeo dedicato a quel ragazzo sfortunato che sicuramente avrà tifato dal cielo.

Livorno-Pescara 5-4 (d.c.r.)

LIVORNO (4-3-3): Mazzoni (24’ st Trini); Salviato (24’ st Meola), Ceccherini, Lambrughi, Gemiti (24’ st Di Bella); Luci (24’ st Lignani), Prutsch (15’ st Molinelli), Belingheri (15’ st Remedi); Piccolo (24’ st Schiattarella), Dionisi (24’ st Bigazzi), Paulinho (24’ st Dell’Agnello).All: Nicola.

PESCARA (4-2-3-1): Anania (1’ st Savelloni); Zanon (1’ st Bocchetti), Romagnoli, Capuano (11’ st Cosic), Balzano (29’ st Brosco); Cascione (15’ st Togni), Colucci (11’ st Nielsen); Celik (1’ st Soddimo), Bjarnason (36’ st Berardocco), Caprari (15’ st Brugman); Abbruscato (15’ st Maniero). All: Stroppa.

RETI: 23’ pt Bjarnason, 39’ pt Dionisi (rig).

RIGORI: Maniero (parato), Bigazzi (gol), Nielsen (gol), Molinelli (gol), Togni (gol), Remedi (gol), Soddimo (gol), Lignani (gol), Berardocco (fuori).

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