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Trezeguet, guarda chi rilancia il River

Trezeguet, guarda chi rilancia il River

La gloriosa formazione argentina torna in A dopo un anno di purgatorio grazie alle prodezze della punta ex Juve

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BUENOS AIRES. Toh, David Trezeguet. Della serie chi è abituato a sbatterla dentro non la smette mai. Come Pippo Inzaghi, anche il franco-argentino all’alba dei 35 anni non è mai stanco di affrontare - e vincere - sfide. L’ultima l’ha vinta a Baires con la gloriosa casacca del River Plate, formazione sprofondata in B lo scorso anno e tornata sibito nella massima serie proprio grazie a Trezegol..

La promozione è stata sigillatai grazie a due splendidi gol di David, che dopo aver contribuito a riportare in serie A la Juve nel 2007 compie un’altra impresa trascinando lo storico club di Buenos Aires alla promozione in prima divisione. Per riconquistare la serie A senza passare per lo spareggio al River serviva una vittoria nel match casalingo contro la formazione dell’Almirante Brown. Ma che fatica: nei primi 45 minuti la squadra di Matias Almeyda cerca timidamente la via del gol, ma la tensione e il nervosismo rendono il gioco spezzettato, impedendo al River d’inquadrare lo specchio della porta avversaria. Per assistere alla prima conclusione bisogna aspettare una ventina di minuti, grazie a Ponzio, prima che Trezeguet inizi a fare le prove del gol.

Il suo doppio tentativo al 26’ viene sventato dal portiere avversario e strozza l’entusiasmo dei tifosi di casa. Ma il 34enne centravanti franco-argentino fa esplodere di gioia lo stadio Monumental in avvio di ripresa, quando riceve una sponda di testa di Funes Mori (in posizione di leggero fuorigioco) e scarica in porta un sinistro al volo che s’insacca in rete lasciando di stucco il portiere avversario. L’ex juventino sbaglia un rigore al quarto d’ora della ripresa, ma chiude i conti a una manciata di secondi dalla fine con il 13° gol in 19 partite.

Il River torna dunque in serie A dopo l’onta della prima retrocessione in 110 anni di storia subita l’anno scorso. Il ritorno nell’élite del calcio argentino arriva dopo un anno di passione, con Matias Almeyda che centra l’obiettivo alla prima esperienza in panchina grazie a Trezeguet ma anche al gol di un altro cavallo di razza come Fernando Cavenaghi e con l’apporto di giovani dal futuro brillante come Cirigliano, Pezzella e, soprattutto, Lucas Ocampos. L’incubo finisce solo all’ultima giornata, e la festa può esplodere per le strade della capitale.Le lacrime di gioia di Almeyda dopo il fischio finale. "Non ci posso credere, in un anno abbiamo riportato il River dove merita di stare. E' stata un'esperienza indimenticabile, un'impresa che ci ha stremato a livello fisico e mentale. Ma n'è valsa la pena, oggi siamo stati ripagati degli sforzi". Elogi ad Almeyda dal centrocampista Matias Aguirre. “E’ lui il principale artefice della promozione. Si è fatto carico di una situazione difficile e ha ottenuto un risultato storico. Abbiamo dovuto sopportare un anno di critiche e sfottò, ma adesso ci siamo presi una meritata rivincita”.

la gioia — "Un traguardo più emozionante dell'Europeo conquistato nel 2000". Per David Trezeguet la doppietta che ha regalato al River Plate il ritorno in prima divisione ha un sapore unico. "La gioia che ho provato oggi è più grande di quella vissuta nel 2000, quando segnai il gol che valse il titolo europeo con la Francia". Trezegol ha confidato che "quello è stato un trionfo ottenuto da comprimario, perché giocavo poco e dovevo conquistarmi il mio spazio. Questo successo è totalmente differente, perché l'ho ottenuto con la squadra che ho sempre tifato. La gioia che provo oggi supera quella vissuta dopo la vittoria con la Francia ai campionati europei del 2000". Nonostante i 34 anni, l'ex juventino guarda già al futuro, facendo capire che ha ancora voglia di essere protagonista. "Il bello viene adesso. Questo è l'inizio di una nuova avventura, di una nuova storia".

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