Alex Doga entra nello staff tecnico
«Qui per dare una mano, anche col mio senso di appartenenza»
LIVORNO. Nel momento di difficoltà è corso al capezzale del Livorno Alessandro Doga, allenatore degli Allievi Nazionali, adesso collaboratore di Perotti e Gelain. La sua è una presenza densa di significati: «Il ds Signorelli - dice - martedì mi ha chiamato e sono stato felice di portare il mio contributo». Doga è uno degli Immortali amaranto, quelli che ci hanno portato dalla C alla serie A: «Sono qui per tre motivi. Primo: sono un tifoso di questa squadra. Secondo: voglio salvare quella serie B che ho conquistato sul campo 10 anni fa insieme ai miei compagni di squadra. Terzo: è fondamentale mantenere la categoria. E non solo per il blasone. La serie C è un ridimensionamento incredibile per la città. Sai. I livornesi, anche quelli che non si interessano di calcio, dovrebbero aiutare questo gruppo che ha vissuto una stagione così travagliata. A retrocedere sarebbe la città". Doga è un fiume in piena: «Ho letto sul vostro giornale le dichiarazioni rilasciate da Cristiano Lucarelli. Il senso di appartenza, l'amore per la maglia e la città. Qui sono valori imprescindibili. Leggere quelle parole mi ha riacceso un entusiasmo mai sopito». Ma Doga come ha visto la squadra? «Questo è un gruppo di ragazzi perbene. Ma essere perbene non significa non fare la guerra in campo fino all'ultimo minuto per rimanere in serie. E ciò che faranno, ne sono certo».
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