Italia
Pane: «Due falli nell’azione finale»
Il tecnico: bene così, siamo arrivati in fondo con gambe, spirito e determinazione
PISA. Alessandro Pane archivia con sostanziale soddisfazione la stagione. II pareggio subìto al 5' di recupero non lo turba più di tanto, essendo l'ultima tappa di un cammino ben più lungo: «Dispiace non aver vinto. Senza voler commentare l'arbitraggio, posso dire che sull'azione dell'ultimo gol c'erano due falli evidentissimi. Il pareggio non deve mettere da parte la prestazione offerta anche oggi e in generale nel finale di stagione. Arrivare in fondo con spirito, gambe e determinazione è una nota positiva. Ringrazio la squadra per quanto ha dato a me e alla maglia. Dal mio arrivo, alla settima giornata di ritorno, ci siamo tolti anche alcune soddisfazioni. In 11 partite abbiamo incontrato tutte le squadre di vertice, contro le quali abbiamo vinto o pareggiato. Un motivo di orgoglio per i giocatori».
Una stagione a cui però è mancata la consacrazione del successo in Coppa: «Una stagione di laurea - precisa Pane - ma senza la lode».
Contro il Sorrento decisive alcune sbavature...«Chi non gioca non sbaglia. Noi abbiamo dato molto in ogni partita per segnare, mentre spesso gli avversari con poco, come in questa partita, hanno strappato un pareggio o addirittura una vittoria».
Imprevista l'assenza di Obodo. Nessun collegamento con la trattativa per il rinnovo del contratto: «Kenneth era uscito malconcio dalla finale di mercoledì scorso. Da allora non si è più allenato».
Nota stonata il mancato impiego di Marco Carparelli alla gara d'addio. Attesa una passerella in campo (non solo in borghese dopo il 90', come è accaduto sotto la curva) per il capitano di tante battaglie, dalla serie D alla semifinale di ritorno in Coppa Italia con la Tritium. Pane fornisce la sua versione: «Carparelli, come altre volte, era fuori per problemi fisici. Dice che non è vero? Vada a parlare con il dottore. Nella partitella di giovedì ha preso una botta al tendine rotuleo di un ginocchio, procurandosi un ematoma che si riassorbirà in pochi giorni. Io ho sempre fatto giocare chi stava meglio fisicamente e mentalmente. Conosco bene Marco, perché ho avuto la fortuna di giocare con lui quando aveva 22 anni ed era in grande ascesa. Dunque so quello che può darmi quando sta bene».
Da oggi si entra nel futuro: «Farò allenare la squadra ancora per questa settimana».
Il Pisa da cosa ripartirà? «La certezza è un gruppo serio. Credo che la società da oggi con determinazione cercherà di trattenere la maggior parte di questa rosa, compatibilmente con la volontà di ambo le parti». Le indicazioni arrivano dal coach. Qual è la principale? «Confermare più possibile. La società cercherà di farlo, nei limiti del possibile».
Tempo di saluti: «Ringrazio tutti. Il desiderio è dare altre soddisfazioni a questa piazza. Serviranno sacrificio e volontà. Spero che nella testa di chi rimarrà a Pisa resti la rabbia di aver perso la Coppa Italia e serva da stimolo per il prossimo anno».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
