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Non era la squadra migliore? Doppio applauso

di FEDERICO BUTI

di FEDERICO BUTI La Juve non era la squadra migliore, la scorsa estate pronosticarla da terzo posto come hanno fatto quasi tutti ci stava. Ma anche e proprio per questo lo scudetto è meritato, doppio...

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di FEDERICO BUTI

La Juve non era la squadra migliore, la scorsa estate pronosticarla da terzo posto come hanno fatto quasi tutti ci stava. Ma anche e proprio per questo lo scudetto è meritato, doppio applauso a Conte e alla Signora Contessa.

Basterebbe il solo fatto di non aver perso una partita, evento già in sé straordinario: in Italia quando finisci in testa dopo averne perse 3-4 hai fatto il tuo. E anche gli altri “fondamentali” bianconeri sono più che lusinghieri: 22 vittorie su 37 partite sono tante, 19 soli gol presi sono un ottimo risultato, ancor di più in rapporto a una difesa che non è niente di speciale e per sua fortuna ha potuto giovarsi di un Chiellini tornato in palla dopo un paio d’annate cigolanti, e di un Barzagli che forse nemmeno la sua mamma si sarebbe aspettata di rivedere a livelli così fantastici (per noi è proprio lui l’mvp bianconero, più di Pirlo). E infine non sono tanto pochi nemmeno quei 65 gol all’attivo, totalizzati con un’ingegneria molto creativa, praticamente senza bomber.

Tutto questo significa che squadra e allenatore hanno lavorato veramente bene, grattando il meglio dal bussolo: si è visto presto che il vento era buono, e infatti il “Tirreno” altrettanto presto ha segnalato che la Juve era scudettabile. Anche perché a differenza della concorrenza aveva solo un obbiettivo su cui concentrarsi e lo ha fatto benissimo, mentre le altre hanno pagato puntualmente dazio alle idi di marzo.

Se al Milan ritengono di averlo perso loro, questo scudetto, forse hanno ragione, ma se la piglino con sé medesimi: il gol fantasma di Muntari non è un alibi sufficiente, la Juve è stata superiore o almeno alla pari in tutti gli scontri diretti, e molto più regolare durante la stagione; se qualche favorino l’ha ricevuto nel finale - magari a indennizzo di Calciopoli - non è comunque stato scandaloso, e in contrappunto qualcuno potrebbe far notare i 10 rigori ottenuti dai rossoneri (alcuni dubbi) contro 3 soli subìti. In Toscana si dice che nei ràfani ci si graffia, con tutti i cespugli velenosi che si vedono all’orizzonte non ci pare il caso di inoltrarsi dentro questo campaccio in cerca di altre spine e rogne.

E’ uno scudetto meritato e miracoloso, la tarantola che ad agosto ha morso Conte non era drogata, solo gonfia di adrenalina. Però ora, invece di pensare alla patetica e anche un po’ arrogante storiella della terza stella, alla Juve faranno bene ad adeguare robustamente l’organico, che è inadeguato al doppio impegno e che è stato strizzato come l’ultimo limone dell’albero. I miracoli d’agosto non si ripetono.

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