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Paolini, il principe danese

Paolini, il principe danese

Un passato in Scandinavia, ieri il ritorno nella sua Collesalvetti col Castelfranco

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I primi minuti non sapevo se dare palla ai giocatori del Castelfranco o a quelli del Collesalvetti". Come non capire la "confusione" di Simone Paolini, portiere classe 1974. Ieri ha difeso la porta dei pisani, ma con il Castelfranco gioca da poco più di un mese. Dei livornesi, invece, è stato il giocatore simbolo, la bandiera, il "sindaco" come molti sportivi lo hanno soprannominato. Paolini, infatti, ha messo insieme 300 presenze (escluso il settore giovanile) proprio con il Collesalvetti. Ieri, però, non ha guardato in faccia a nessuno e, passati i primi minuti di confusione, ha mostrato tutte le sue qualità con almeno quattro interventi decisivi. "Purtroppo non siamo riusciti a vincere - spiega Paolini - la squadra si era finalmente sbloccata dopo un lungo digiuno ma due gol segnati in meno di cinque minuti non sono bastati". Il Castelfranco, infatti, prima del gol di Camino al 9' del primo tempo, era a secco di gol da ben 675'. Un crollo verticale che, due settimane fa, aveva portato alle dimissioni di mister Bizzarri. Ieri col Colle, campo tanto caro proprio a Paolini, il Castelfranco si è finalmente sbloccato anche se la gara è, poi, terminata sul 2-2. "Speriamo ancora di salvarci, nulla è impossibile e Castelfranco, come strutture e settore giovanile, è un ambiente che si può risollevare". Parole di un portiere che ha vissuto momenti di gloria davvero importanti. A 17 anni Paolini fece il suo esordio tra i pali del Collesalvetti, quando ancora non c'erano obblighi di regolamento che imponevano di far giocare i giovani. La stagione migliore nel 1994, quando con in panchina mister Ilario Citi il Collesalvetti rimase imbattuto nel campionato e volò in Promozione. "Quell'anno subii soltanto 11 reti - spiega Paolini - e l'anno dopo arrivò la chiamata dall'Aarahus, società danese che militava in serie A (e famosa anche per la birra Ceres ndr) e in cui giocava anche l'ex Fiorentina Martin Jorgensen. Non trovai spazio e non mi ambientai bene, passai all'Horsens, una squadra di B, e riuscii anche ad esordire". Poi il ritorno in Italia, giusto per rafforzare il legame con Collesalvetti anche la gestione di una pizzeria in centro e, ieri, il ritorno da grande (e decisivo) ex. Il Castelbadie intanto torna a vincere e allunga a più sette sul Porta a Piagge bloccato a Piombino.

Alessandro Bientinesi

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