Il Tirreno

Livorno

Nello spogliatoio festa per Bernacci

Schiattarella: «Si impegna da matti, questo gol è una bella medicina»

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GUBBIO. «Questo gol lo dedico a mia moglie che a giugno darà alla luce una bimba, e la chiameremo Giorgia. Anche a Empoli avevo chiesto il pallone perché volevo metterlo sotto la maglia, invece i compagni non me l’avevano dato. Mi ero raccomandato: se segno, datemi la palla. E qui a Gubbio ci sono riuscito. Ho fatto gol e finalmente anche la dedica...».

Luca Belingheri, la gentilezza al potere, è contento. «Avevamo bisogno di una vittoria - dice - dopo i due punti persi col Modena, e questa è veramente importante. La punizione? In allenamento io, Siligardi e Paulinho ci proviamo sempre. Quella posizione era adatta a me e ho chiesto di calciarla. E’ andata bene, volevo aggirare la barriera e ci sono riuscito, mandando la palla nell’angolino».

Poi però il Livorno si è seduto. Un vizio antico che torna a galla...«Ci abbiamo provato in tre-quattro occasioni - replice “Beli” - ma ci è mancato sempre qualcosa. Normale se poi gli altri ti fanno gol, anche se è stato in mischia e un po’ fortunoso. Ma a quel punto abbiamo reagito, prima segnando con Salviato ma il guardalinee ha detto no, e poi con Bernacci. Siamo veramente felici».

Marco Bernacci, l’eroe del 2-1 amaranto, preferisce salire sul pullman senza aprire bocca. Pasquale Schiattarella invece parla volentieri. «E’ una vittoria che vale sei punti, visti i risultati di Empoli e Vicenza. Nello spogliatoio abbiamo festeggiato tutti Bernacci: si impegna tantissimo in allenamento e non è mai facile entrare nel finale e lasciare il segno. Forse stampa e pubblico se la sono presa troppo con lui, ha ricevuto molte critiche secondo me immeritate. Questa zampata è una medicina speciale anche per lui».

Un attimo e lo “scugnizzo” torna sulla partita: «Mi dispiace per le due occasioni-gol che ho avuto, sbagliandole. Sulla prima ho dribblato il portiere e mi sono allargato troppo, permettendo al difensore di recuperare in scivolata. Sulla seconda pensavo che Donnarumma uscisse e ho tirato subito. Invece l’ho presa male, il tiro è stato debole. e poi nello spogliatoio ci siamo guardati in faccia per l’ennesimo gollonzo subito. Non va bene, dovremo evitare di ricaderci». (r.m.)

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