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Pistoia, i sogni devono continuare

Pistoia, i sogni devono continuare

Moretti: «A Verona sconfitti da pochi dettagli, ma ogni impresa è possibile»

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PISTOIA. Ci ha provato Paolino Moretti ad ergersi ancora una volta a protagonista in quel PalaOlimpia di Verona che lo vide sbocciare sui parquet italiani, giovanissimo in maglia Glaxo, in un basket dei sentimenti dove una squadra di A2 poteva vincere la Coppa Italia. Ci ha provato e ci è quasi riuscito a trascinare la sua Tesi Group, che di grinta e intensità ne ha a palate, all’ennesima impresa. Lo ha fatto ruotando al meglio le sue risicate pedine (sei a referto più qualche minuto agli esordienti Evotti e Tuci) e imbrigliando con una fastidiosa zona quella Tezenis che contro le big sembra quasi essere la corazzata ambiziosa costruita a inizio stagione ma che a 5 giornate dalla fine corre per uno dei vagoni di terza classe del treno playoff. «Abbiamo fatto la partita che volevamo - dice Moretti riavvolgendo il film di una sconfitta sul filo di lana - e nell’angolo del mio cuore pensavo anche di poter vincere. Una gara con molte rotazioni per preservare i 6 effettivi dai falli, puntando sulla velocità in attacco per metter subito in difficoltà Verona. Li abbiamo sorpresi all’inizio (6-21 al 7’), poi abbiamo sofferto nel secondo e terzo quarto ma nell’ultimo tempino c’è stata una grande reazione emotiva e di sostanza. Purtroppo un po’ di sfortuna, la percentuale ai tiri liberi e 2-3 rimbalzi offensivi persi hanno fatto la differenza».

Se i soli cinque giorni passati dall’impresa su Reggio Emilia si sono fatti sentire a livello di lucidità, nell’anticipo dell’11.a di Legadue, Pistoia ha portato tutto il carattere del suo nucleo di reduci a cui la sfortuna ha tolto anche la classe operaia di Gurini (infortunio alla spalla). Rimane il dubbio di non aver sfruttato a pieno l’ottimo inizio illuminato dalle pennellate di Hardy (27 finali) e Toppo (8/8 dal campo), prima di due quarti difficili e della rimonta finale figlia dell’esperienza di Galanda. Fino all’ultimo minuto amaro con l’incomprensione tra Tavernari e Hardy nell’azione in cui il recupero difensivo di West, tradotto in canestro, ha chiuso la pratica. «Era difficile tenere il ritmo dei primi 10’ - analizza Moretti - noi eravamo in pochi e loro più riposati (Verona veniva dal turno di pausa, ndr). Evotti e Tuci hanno cercato di darci una mano ma era normale avere un calo. Alla fine ci siamo giocati il possesso per il supplementare. L’analisi più lucida è quella che ho fatto prima, abbiamo dato il massimo come con Bologna e Jesi (gli altri due ko del girone di ritorno) giocandocela fino all’ultimo minuto, perdendo per alcuni errori».

Pistoia torna da Verona con l’inevitabile amaro in bocca nonostante i complimenti del coach di casa, Alberto Martelossi. «Tra tutte le squadre di testa - ha detto il tecnico della “ammazzagrandi” di Legadue - Pistoia è quella che più mi ha impressionato».

Con questa consapevolezza, la Tesi Group si proietta verso la seconda trasferta consecutiva domenica prossima nel catino infuocato della Barcellona siciliana, altra corazzata incompiuta di cui ha fatto le spese Pancotto sostituito da qualche settimana da Giancarlo Sacco. Un’altra battaglia importantissima nella lotta per il primo posto da fare con gli uomini contanti perchè la società pistoiese ha ribadito l’impossibilità economica di tornare sul mercato. «Come dopo ogni vittoria- conclude Moretti- anche dopo le sconfitte c’è da trovare le giuste chiavi per ripartire. Ogni risultato è ancora a portata di mano».

Elisa Pacini

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