Il Tirreno

Livorno

Forcoli spinge, l’Este vince

Un gol beffardo in zona Cesarini condanna gli amaranto

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FORCOLI. Una rete di Carani nel recupero salva il primato dell'Este in coabitazione con il Forlì, ma condanna il Forcoli a una sconfitta immeritata. Contro la capolista tutto fisico e piedi buoni, i ragazzi di Marco Brachi si sacrificano, ma mettono anche paura ai veneti. Una gara vissuta sul filo dei nervi che ha raggiunto il suo apice dopo il rigore trasformato da Moriani. Il fantasista era rimasto in panchina fino al 23', subito dopo il vantaggio degli ospiti. Dopo 2' realizza il rigore e comincia un lungo battibecco a distanza con il suo allenatore, impossibile da non notare. «Per me è giocatore come gli altri», commenterà a fine gara l'allenatore forcolese, riferendosi a Moriani. Un episodio spiacevole in una partita davvero bella e intensa. L'interpretazione dei padroni di casa è un mix di compattezza e ripartenze, di palle profonde a cercare la testa di Vanni (sostituto di Moriani per dare più fisicità allo schieramento amaranto) per aperture sulle fasce che hanno messo in crisi spesso la formazione di Zattarin. Gran dispendio di energie per i locali e primo tempo corso via senza troppi acuti con l'

Este a menare le danze con le incursioni a sinistra del duo Boron-Asti e le continue verticalizzazioni che trovano sempre attenti i forcolesi. A condire il tutto un gran vigore atletico con ogni contrasto che si trasforma in un corpo a corpo fra due, tre o anche quattro giocatori. La ripresa è arrembante aperta da un tiro di poco fuori di Vanni, una bordata centrale di Rubbo, un anticipo di Ceccherini con i piedi su Sottovia e un tiro di poco alto di Pardossi. Tutto in appena 12 minuti. Una sorta di preludio della punizione di Rondon (per lui iniziale panchina per problemi muscolari altrimenti avrebbe giocato sicuramente) e il rigore-baruffa di Moriani. Da quel momento in poi un super Ceccherini evita il raddoppio veneto in almeno tre circostanze fino al suo rinvio errato in pieno recupero, con successiva percussione di Rondon e passaggio filtrante per Carani sui cui Saitta non riesce a intervenire.

Andreas Quirici

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