Il Tirreno

Livorno

Sguardi bassi e delusione: «Che beffa»

Sguardi bassi e delusione: «Che beffa»

Tanta amarezza nei giocatori amaranto. Bernardini: «La squadra è viva»

2 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Se potessero, se ne andrebbero a casa a rimuginare sui due punti persi senza parlare con i giornalisti. Già. Perché commentare, spiegare l'episodio che vanifica una settimana di lavoro e 94 minuti di fatica, è un supplizio del quale farebbero volentieri a meno. E invece gli amaranto si fermano, argomentano. Si vede lontano un chilometro che quel pari brucia come acido muriatico. Alessandro Bernardini sembra quasi fatalista: «Arriviamo sempre a un passo da ciò che desideriamo. Poi succede sempre qualcosa che manda tutto all'aria. Purtroppo partite come questo sono segnali. E' chiaro che dobbiamo soffrire fino all'ultima giornata. Preoccupato? No. Ma non posso neanche essere al settimo cielo. Mettete nella nostra classifica i quattro punti persi tra Empoli e Modena e vedete che siamo in acque tranquille con la voglia di togliersi soddisfazioni nel finale che invece adesso sarà duro. I tifosi ? Il loro incitamento è stato emozionante».

Antonio Meola non si dà pace: «Il Livorno merita molto di più della sua classifica. Ma non riusciamo proprio a dimostrarlo sul campo. Questi sono punti persi che dobbiamo andare a riprenderci assolutamente sabato prossimo a Gubbio».

Ultimo flash con Pier Mario Morosini: «Questi erano tre punti di vitale importanza. Il rammarico è enorme. Avevamo condotto bene la partita contro una squadra tosta. Significa che dobbiamo soffrire ancora. Ma siamo preparati psicologicamente a questa eventualità».

Fabrizio Pucci

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
La tragedia

Cecina, il parto in casa e il neonato morto in una busta: i dubbi da chiarire

di Claudia Guarino