Il Tirreno

Livorno

La Fiorentina in fuga dalla rabbia dei tifosi

di Brunella Ciullini
La Fiorentina in fuga dalla rabbia dei tifosi

La squadra va in ritiro. Striscione allo stadio: «Fate schifo»

4 MINUTI DI LETTURA





FIRENZE. Il 5-0 subito sabato sera contro la Juventus accelera la rifondazione viola auspicata dai tifosi sempre più delusi e inferociti: in attesa di cambiare buona parte dell'attuale Fiorentina (le sole certezze al momento sono rappresentate da Jovetic, Behrami e Nastasic con i primi due che dopo il forfait dell'altra sera rientreranno domenica contro il Genoa, partita che la squadra preparerà da domani in ritiro lontano da Firenze) la società viola con un comunicato diramato poco prima delle 20 hanno annunciato che, di comune accordo, non sarà rinnovato il contratto in scadenza di Pantaleo Corvino. Dunque dopo 7 anni, da giugno prossimo il dirigente pugliese - rientrato ieri a Firenze dopo 40 giorni trascorsi nella sua Puglia per gravi problemi familiari ancora esistenti (pure questo è uno dei motivi del divorzio nell'aria da fine gennaio quando lui stesso si sfogò e manifestò una certa stanchezza) - non sarà più il responsabile dell'area tecnica viola.

Nella nota diffusa dal club viola, oltre ai doverosi e sinceri ringraziamenti ricordando i risultati conseguiti da Corvino dal 2005 (in tandem con Prandelli ha varato il ciclo che per due anni di fila ha portato la Fiorentina in Champions e ad essere, si legge nel comunicato, «protagonista nel calcio di alta qualità sia italiano che internazionale» lavorando sempre «con totale autonomia e fiducia», si fa sapere che inizierà da subito «a ragionare sul proprio futuro e sulla strategia da attuare con chiarezza e trasparenza».

Al contempo la stessa società viola non nasconde l'insoddisfazione delle ultime due stagioni calcistiche. In particolare quella attuale che sta vedendo la Fiorentina in fondo alla classifica, appena umiliata e strapazzata dalla Juve e in lotta per la salvezza. A Corvino tifosi e non solo imputano l'allestimento di un gruppo, numeri alla mano, di scarsa qualita' e personalita tra situazioni contrattuali delicate (Montolivo, Natali, Marchionni e Kroldrup se ne andranno a giugno a parametro zero), acquisti rivelatisi non funzionali al progetto (da Santiago Silva a Munari rivenduti a gennaio, da Kharja a Romulo fino ad Amauri arrivato per avvicendare Gilardino ceduto per 8 milioni di euro nell'ultimo mercato invernale), addii che la scorsa estate hanno lasciato perplessi i sostenitori viola considerando che Mutu e Frey sono stati ceduti gratis. Come è ovvio, già è partita la caccia al nome del possibile sostituto: Lele Oriali, Perinetti, Capozucca, Lo Monaco, Leonardi, Amedeo Carboni, quets'ultimo fra l'altro ha gia' lavorato a Valencia con l'attuale capo degli osservatori viola, lo spagnolo Eduardo Macia.

Nel frattempo continua ad essere forte il malcontento dei tifosi come dimostrano la contestazione di sabato sera e lo striscione esposto ieri allo stadio dal messaggio eloquente: «Fate schifo».

Sabato alle una di notte, dopo due ore di confronto negli spogliatoi con i giocatori, i dirigenti e l'allenatore, un provato Andrea Della Valle ha dichiarato: «Capisco la delusione della gente e chiedo scusa a nome di tutto il gruppo. Abbiamo fatto degli errori e sto gia' pensando a ricostruire, ora però' bisogna fare quadrato con la squadra e il tecnico, dobbiamo rialzare la testa e salvare la stagione. Nulla e' compromesso. Sono straconvinto che ne verremo fuori insieme a Rossi». Dunque il tecnico romagnolo arrivato a novembre al posto di Mihajlovic resta al suo posto anche se dopo 18 gare (5 successi, altrettanti pari e ben 8 ko) la sua media punti a partita (1,12) e' inferiore (1,2) a quella del predecessore:insomma la svolta auspicata a livello di risultati e gioco non c'e stata. Rossi alla fine del match con la Juve era comprensibilmente amareggiato, impietrito e con gli occhi lucidi. E durante il confronto ai giocatori ha chiesto se il problema era lui, pronto a farsi da parte in caso affermativo.

La società però gli ha ribadito fiducia e la squadra ha proposto di andare subito in ritiro, probabilmente in Liguria. Nel frattempo non tutti i tifosi sarebbero disposti ad accettare per ore le scuse di Della Valle e se alla squadra vengono imputati poco carattere e scarso attaccamento, alla proprietà si chiede di rilanciare e tornare a investire (servirebbero almeno 50 milioni di euro a giugno, mentre a breve i Della Valle dovranno ricapitalizzare la società per circa 25) oppure a cedere il club se non addirittura 'restituirlo' al sindaco di Firenze Matteo Renzi.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il futuro del cantiere

Salvataggio Tigs, le offerte giuste: «Partono da 250 milioni di euro» – Chi sarà a decidere e tutti gli scenari possibili

di Giovanna Mezzana