Il presidio
De Min, para il figlio d’arte
Con il Montecatini blocca la capolista Seravezza: il padre giocò a Verona e Roma
Il padre l’abbiamo imparato a conoscere (per chi ha oltre 50 anni) sulle figurine Panini: una foto a colori, sbadita, ritraeva un giovanissimo Giovanni De Min, classe 1940, con il suo romantico maglione nero. Nei ruggenti anni Sessanta-Settanta fu un portiere di ottimo livello, difendendo i pali del Verona (due stagioni) e passando quindi alla Roma. Poi, come è accaduto a tanti, il crepuscolo della carriera nella sana provincia del pallone, stavolta a Pistoia. E poi, visto che da queste parti si vive bene, il portierone decise di restare a viverea Montecatini, chiudendo proprio nella squadra termale. Qui è cresciuto il figlio, Cristiano De Min, altro giramondo del pallone. Tante le tappe nel calcio di serie C e D, e oggi, a 39 anni suonati, il richiamo della terra: già, proprio il Montecatini dove giocò papà.
Ieri, nel match clou della giornata di Promozione girone A, la formazione termale ha centrato il colpo della giornata rimandando battuta per 1-0 il Seravezza capolista, che aveva perso soltanto quattro volte e solo in tre occasioni aveva terminato una partita senza segnare. Un attacco, quello della formazione versiliese, che De Min e i suoi fratelli temevano in maniera particolare, visto che la coppia formata da D’Antongiovanni e Pellegrinetti, fino a questo momento, aveva già prodotto quindici dei 33 gol complessivi. Anche perchè soltanto otto giorni fa il Mon tecatini aveva perso, e male, sul terreno del Castelnuovo e De Min si era dovuto inchinare ben quattro volte. Davanti alla propria gente però la difesa-groviera si è trasformata nuovamente in un bunker imperforabile, mister Pellegrini (ricordate il libero della Fiorentina di tanti anni fa?) ha rivisto qualcosa a livello tattico e così il Seravezza viene spinto giù dal vagone delle battistrada a vantaggio di Folgor Marlia, che pure ha sofferto della sindrome da derby lasciando due punti in casa contro il Real Castelnuovo dell’highlander del gol Edoardo Micchi. Ma per la capoliste è davvero una giornata nerissima: anche il San Marco Avenza del cannoniere Cesare Arzelà cade nella trappola tesa dal Barga, formazione indecifrabile, capace di amnesie e imprese. Intanto lui, il figlio d’arte di Montecatini, si leva l’ennesima soddisfazione. Nel nome del padre.
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